Berlusconi torna sulle 18enni: "Disgustose mance di Renzi"

30 novembre 2015 ore 21:28, Andrea De Angelis
Berlusconi torna sulle 18enni: 'Disgustose mance di Renzi'
Un nuovo, forte attacco a Renzi. In pieno clima da campagna elettorale, alla faccia del Nazareno.
Associare "diciottenni" e "Berlusconi" porta il pensiero direttamente al caso Ruby, diventato ormai Ruby ter, filone del processo principale in cui Berlusconi è stato assolto e che poggiava sull’accusa di prostituzione minorile per i presunti rapporti sessuali che l’ex Premier avrebbe intrattenuto con la marocchina Karima El Mahroug. 
All’accusa di prostituzione minorile si aggiungeva poi quella di concussione perché, a detta della Procura milanese, Berlusconi avrebbe esercitato pressioni in qualità di Presidente del Consiglio sui funzionari di Polizia per far rilasciare Ruby la sera in cui fu fermata in Questura. Silvio Berlusconi ora rischia un nuovo processo, stavolta con la grave accusa di corruzione in atti giudiziari in relazione alla presunta “compravendita” delle testimonianze delle Olgettine e delle persone che nel processo Ruby hanno dichiarato che ad Arcore non c’erano orge, né sistemi prostitutivi come ipotizzato dalla Procura di Milano, ma soltanto “cene eleganti”. 

Ma l'ultimo intervento dell'ex premier non è legato "alle diciottenni", bensì ai diciottenni in generale. Il riferimento questa volta infatti va alla proposta di Renzi che proprio non è piaciuta a chi, in passato, ha invece apprezzato l'operato dell'ex sindaco di Firenze, non facendo mancare elogi alla persona ("Renzi porta avanti le nostre idee sotto le insegne del Pd. Auguri", disse ad esempio poco più di tre anni fa).
"Dopo quanto successo a Parigi, il governo ha deciso di dare 500 euro a chi compie 18 anni e guarda caso va votare per la prima volta. Queste mance elettorali sono disgustose". Così il presidente di Forza Italia dal palco del convegno organizzato dal Ppe a Mogliano Veneto, nel trevigiano, tornando anche a sottolineare la convinzione che "il governo che oggi governa è contro il popolo" e "non siamo assolutamente in una democrazia in cui a decidere chi governa dovrebbe essere il popolo".
Quindi l'affondo contro chi sostiene che l'elettorato indignato, che dunque non va a votare, è soprattutto a sinistra. "C'è il 55% italiani che non è andato a votare, sono 26 milioni di italiani. Sono di sinistra? No, quelli di sinistra vanno tutti a votare. Sono italiani delusi e sfiduciati, sono italiani soprattutto rassegnati che pensano sia inutile per loro andare a votare. Che il loro voto non conti niente. Dobbiamo guardare a loro, dobbiamo raggiungerli tramite tv e social network, facendo un'opera capillare".

Nulla di nuovo, dunque. Anche perché lo scorso giugno a fare promesse più o meno paragonabili a bonus era stato proprio Berlusconi. "Un assegno d'emergenza per chi non ce la fa", aveva annunciato a Marina di Pietrasanta (Lucca), per quando "il centrodestra tornerà al Governo". E sempre in quell'occasione aveva allontanato le urne con queste parole: "Abbiamo bisogno di un lungo convincimento di tutti quegli italiani rassegnati che non sono andati a votare, e quindi non è un male che le elezioni siano nel 2018".
Ora, invece, si dice pronto ad andare in tv, una mossa che porterebbe al centrodestra "10 punti percentuali". E non mancano le battute di sempre: "Quando si entra nell'80esimo anno - ha raccontato - e un giorno ci si guarda allo specchio, si vede la pelle cadente e flaccida, ci si trova davanti a un vecchio. Ma a me non è ancora successo, chiaro?".
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