Dijsselbloem gela l'Italia: "Non pronta per flessibilità". E Renzi rilancia

30 novembre 2016 ore 15:06, Americo Mascarucci
Doccia fredda sulla flessibilità richiesta dall'Italia da parte del presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in audizione davanti alla commissione affari economici dell'Europarlamento.
Dijsselbloem si è detto in disaccordo con le proposte della Commissione, ovvero dare maggiore spazio di manovra alle politiche di bilancio nell'ottica di sostenere la crescita. 
"Non siamo ancora abbastanza stabili per lasciarci andare a questo tipo di traiettoria fiscale". 
Il presidente dell'Eurogruppo ha detto che "lo spazio di bilancio esiste nei paesi in cui lo scarto tra crescita potenziale e crescita effettiva si è chiuso, ma dove esiste ancoratale spazio non c'e'".
Dijsselbloem gela l'Italia: 'Non pronta per flessibilità'. E Renzi rilancia
Per il presidente dell'Eurogruppo la revisione in senso espansivo della politica di bilancio dell'Eurozona, proposta da Bruxelles, non può essere vincolante e la priorità, per i Paesi della moneta unica, dunque, resta il rispetto delle regole del Patto. 

Una posizione che non è piaciuta all'Italia. 
"Dijsselbloem sta prendendo una gigantesca cantonata, cosa che fa abbastanza regolarmente" attacca il ministro per lo Sviluppo economico italiano, Carlo Calenda a detta del quale "la questione non sono i vincoli di bilancio, ma che l'Europa è in mezzo a sfide difficilissime. Per questo c'è necessità di fare una grande piano di investimenti. Serve un new deal a livello europeo". 
Più esplicito Matteo Renzi che dai microfoni del Tg2 attacca: 
"Credo che Dijsselbloem non è consapevole di come vanno le cose in Italia. Se l'Europa vuole i soldi italiani deve cominciare a rispettare gli impegni: i leader europei parlino di questo, invece di mettere bocca su cose che non conoscono".
Il braccio di ferro dunque continua e da lunedì, chiuse le urne del referendum si capirà forse come andrà la partita.

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