Sanità da lusso: corsa al privato e 12,2 mln di italiani rinunciano a cure

31 luglio 2017 ore 18:48, Americo Mascarucci
Cresce enormemente la spesa sanitaria privata degli italiani. E' quanto emerge dal settimo Rapporto Rbm-Censis sulla sanità pubblica, privata e intermediata, che valuta in 37,3 miliardi di euro i costi sborsati dalle famiglie italiane per curarsi. Contemporaneamente è salito a 12,2 milioni il numero di persone che nell’ultimo anno hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Tutto questo mentre l’Italia continua ad avere una spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil inferiore a quella di altri grandi Paesi europei. E' infatti pari al 6,8% del Pil contro l’8,6% della Francia e il 9% della Germania. In questi anni il recupero di sostenibilità dei servizi sanitari regionali non è stato indolore e ha impattato sulla copertura per i cittadini.
Sanità da lusso: corsa al privato e 12,2 mln di italiani rinunciano a cure

I DATI CENSIS 
Mentre cresce la sanità privata è sempre più critica la situazione della sanità pubblica dove si allungano i tempi delle liste di attesa. Numeri impressionanti che stanno a giustificare l'esodo sempre più massiccio di pazienti verso il sistema privato e la rinuncia alle cure da parte di chi non può permettersi corsie accelerate per problemi di natura economica. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e al Sud i tempi di attesa  si attestano in media intorno ai 142 giorni. Per una colonscopia l'attesa media è di 93 giorni (6 giorni in più rispetto al 2014), mentre 109 se si sta al Centro-Italia. Ottanta giorni in media per una risononanza magnetica  (6 giorni in più rispetto al 2014), che salgono a 111 giorni nekl Mezzogiorno. Per una visita cardiologica l'attesa media è di 67 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), 79 giorni al Centro. Per una visita ginecologica la media è di 47 giorni (8 giorni in più rispetto al 2014), 72 al Centro. Per una visita ortopedica 66 giorni (18 giorni in più rispetto al 2014), con un picco di 77 giorni al Sud.
Numeri che come detto spingono sempre di più i cittadini a ricorrere al privato dove tac e risonanze si possono anche prenotare dall'oggi al domani e i tempi di attesa sono al massimo di una settimana. In questo caso non si tratta però del principio di pluralità ossia della libera scelta del cittadino fra offerta pubblica e privata, ma di una scelta, quella favorevole al privato quasi obbligata. E che la scelta sia obbligata lo dimostra ancora di più il numero delle persone che rinunciano a curarsi stretti fra i tempi biblici della sanità pubblica e l'impossibilità di pagarsi a caro prezzo le prestazioni.

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