Perché ci sarà l’aumento dell’Iva: aliquota al 25% dal 2018

31 maggio 2017 ore 15:33, Luca Lippi
L’aumento dell’Iva, al netto delle considerazioni politiche, sarà inevitabile. Il Decreto Legge del 24 aprile 2017 numero 50 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale è piuttosto chiaro. Dal 1° gennaio 2018 l’Iva ordinaria salirà dal 22 al 25%. E l’Iva agevolata aumenterà dal 10 all’11,5%. Invero, ci sono stati diversi slittamenti negli ultimi anni, quindi più di qualcuno è convinto che anche per quest’anno si possa derogare (sterilizzazione), in realtà questa volta è assai più complicato sfuggire dalla morsa dell’aumento e proviamo a capire il motivo.
Perché ci sarà l’aumento dell’Iva: aliquota al 25% dal 2018
L’articolo 9 – il Decreto legge n.50 (Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo), al capitolo 9 intitolatoAvvio della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia concernenti le aliquote dell’Iva e delle accise” stabilisce una serie di modifiche all’articolo 1, comma 718 della Legge 23/12/2014 numero 190. Si tratta della Legge di stabilità 2015, varata dal governo guidato da Matteo Renzi. La sua rilettura, seguendo le modifiche stabilite dal Dl n.50, comporta per prima cosa l’aumento dell’Iva agevolata dal 10 all’11,5% dal 1° gennaio 2018. Passando all’Iva ordinaria, sempre all’articolo 9 viene confermato alla stessa data l’aumento al 25%. Per quanto riguarda invece il ritocco delle accise viene sancito uno slittamento al 2019.

Le clausole di salvaguardia - Si tratta della norma che prevede la contrazione della spesa pubblica o l’aumento di tasse e imposte, se lo Stato non riesce a reperire le risorse che ha programmato di avere a disposizione. E quindi si trova ad affrontare un peggioramento dei conti pubblici. In questo caso la clausola di salvaguardia entra in azione e garantisce i risparmi o le entrate necessarie al rispetto dei vincoli di bilancio stabiliti dall’Unione europea.
 
La sterilizzazione - Perché all’articolo 9 del Dl n.50 si parla allora di “avvio della sterilizzazione” se invece l’Iva aumenta? Perché se si parte da quanto stabilito dalla Legge di stabilità 2015 c’è una riduzione dell’aumento dell’Iva per come era stato programmato allora nelle clausole di salvaguardia. Diciamo che l’Iva aumenta, ma aumenta meno.

Le aliquote - l’aliquota dell’Iva agevolata, che nel 2018 sarebbe dovuta salire dal 10 al 13% guardando alla Legge di stabilità 2015, scende invece dal 13 all’11,5%. Nel 2019 si riduce dal 13 al 12%. E dal 2020 ritorna al 13%. Per l’aliquota ordinaria nel 2018 l’Iva resta pari al 25% come previsto anche dalla Legge di stabilità 2015. Nel 2019 però scende dal 25,9 al 25,4%. Nel 2020 si riduce dal 25,9 al 24,9%. E dal 2021 l’Iva si abbassa dal 25,9 al 25%.
Secondo il governo l’intervento di riduzione sull’aliquota dell’Iva agevolata nel 2018 vale 3,478 miliardi di euro e la sterilizzazione delle accise 350 milioni. In totale si arriva così a 3,828 miliardi.

La tagliola nella Legge di bilancio 2018 - Di fatto per la prima volta l’aumento dell’Iva, anche se con queste riduzioni rispetto alla Legge di stabilità 2015, non slitta più. Anzi, viene messo nero su bianco dal governo del premier Paolo Gentiloni, per garantire oltre 15 miliardi di entrate in più alle casse dello Stato. E soprattuto non c’è nessun addio alle clausole di salvaguardia che tutti dicono di voler abolire. Vedremo che cosa succederà con la Legge di bilancio 2018 da approvare alla fine di quest’anno. Ma le speranze di evitare quest’aumento dell’Iva stavolta sono ridotte al lumicino.

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