Borsa: burrasca fra i bancari, il mercato non “vede bene” gli aumenti di capitale

31 marzo 2016 ore 14:00, Luca Lippi
Indubbiamente è una giornata pesante per il listino milanese che tiene, ma è sotto pressione per due motivi fondamentali, uno  è relativo al calo del prezzo del petrolio, e quindi è inevitabile la scelta degli investitori di non rischiare troppo sui titoi del comparto (Saipem e Tenaris) ma è solo una strategia speculativa e sul frame corto/cortissimo, per tutto il resto l’altro elemento di disturbo sono i bancari per i quali il mercato continua temere che alcune banche  possano avere bisogno di un ulteriore iniezione di capitale (aumento di capitale).

Borsa: burrasca fra i bancari, il mercato non “vede bene” gli aumenti di capitale

Qualcuno parla di fuoco incrociato sul comparto bancario, nella realtà il mercato conosce e sconta prima degli altri l’evoluzione degli eventi, e sembra piuttosto logico credere che la gestione degli aumenti di capitale (Banca Popolare di Vicenza su Unicredit, Apollo su Carige e Montepaschi e Banco Popolare in vista della fusione con BPM)  e le operazioni finanziarie di supporto siano poco trasparenti e anche gestite superficialmente, colpa della fretta che l’esecutivo sta dando al settore sulla spinta della Bce allo scopo di “compattare” la parte traballante del sistema. 
Sono dunque le vendite sui bancari più che sui petroliferi a trascinare in territorio negativo la Borsa Italiana la fotografia attuale è che i titoli peggiori di oggi sono Banco Popolare con un calo del -7,8%, MPS con un -5,9% e BPM con un -5,63%. Male anche Ubi banca che registra una flessione del -4,67%, Unicredit con un -4,59%, e BPER con un -4,44%.
Aspettare la chiusura è d’obbligo, domani è giorno di chiusura di settimana e non si esclude un recupero di liquidità per posizionarsi in lidi meno burrascosi per riflettere prima di riprendere lunedì prossimo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...