Tutti contro Marino, da Esposito a Guerini fino al Papa

31 marzo 2016 ore 18:35, Andrea Barcariol
Ha scatenato un vespaio di polemiche la presentazione del libro "Un marziano a Roma" scritto dall'ex sindaco Ignazio Marino e pubblicato da Feltrinelli. 
Pesanti le accuse  all'indirizzo del Premier Matteo Renzi e dei dirigenti del Pd nazionale e romano colpevoli di aver messo fine con largo anticipo all'esperienza della sua giunta. 
"Renzi si siede a tavola con le lobby" ha attacato l’ex primo cittadino per poi sferrare il colpo finale: "Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse sarei finito in cella di isolamento"
Le rivelazioni choc di Marino sono state accolte con forte irritazione in casa del Pd dove sono subito arrivate piccate repliche all'indirizzo dell’autodefinitosi "marziano" (termine per altro che le fu affibbiato quando vinte le primarie nel 2013 si candidò a sindaco della Capitale sconfiggendo l’uscente Gianni Alemanno). 
"Ci vorrebbero delle categorie mediche che neppure conosco per definire Ignazio Marino"attacca Stefano Esposito, senatore del Pd, che fu chiamato da Marino a ricoprire l’incarico di assessore ai Trasporti dopo il rimpasto di giunta seguito agli scandali e agli arresti di "Mafia Capitale". "Abbiamo mandato a casa un bugiardo – aggiunge Esposito che si dimise dall'incarico prima che Marino fosse sfiduciato dal Pd - Lo ho già detto quando si è conclusa l'esperienza della giunta in quel modo, con le dimissioni dell'allora sindaco prima date e poi ritirate. Marino è uno che si è beccato l'avviso di garanzia e non ha detto niente, neppure ne ha informato la sua giunta. Marino è uno che mente sugli scontrini. Io non intendo fare pubblicità al suo libro".
Questo Esposito. 
Tutti contro Marino, da Esposito a Guerini fino al Papa
Poi c’è Matteo Orfini che Marini ha definito "un insetto capace di rovinare da solo un intero campo di grano": "Non faccio le recensioni dei romanzi fantasy..." ha tagliato corto. 
Ci è andato giù duro invece il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: "Da Marino oggi solo tanto livore e parole offensive nei confronti del nostro partito. Parole che a quanto pare compaiono nel suo libro in uscita. Da ciò che viene riportato da alcuni giornali, esse chiamerebbero in causa anche una mia presunta ingerenza per la nomina di un componente della sua giunta. Fatto che smentisco nuovamente e in modo categorico. Essendo stato sindaco, mi sarei ben guardato dal mettere in discussione la sua autonomia e libertà di scelta".
Duro anche Ernesto Carbone: "Un sindaco che sa fare il suo lavoro, parla coi fatti. Un sindaco che non è capace, fa la vittima. Roma ha già pagato un prezzo troppo alto per le chiacchiere di Marino. Non lo inseguiremo nei suoi deliri", è il giudizio di Ernesto Carbone. "Se ha qualcosa di interessante da dire sotto il profilo giudiziario, vada in tribunale. Il resto è solo il meschino addio di un uomo che si è mostrato incapace di governare la Capitale d’Italia".

Ma certamente la parte più interessante del libro riguarda i rapporti con Papa Francesco. Marino racconta di aver contattato il Vaticano per informare il Papa che il giorno successivo avrebbe registrato sedici nozze gay contratte all'estero. L’ex sindaco avrebbe voluto spiegare al Pontefice che non si trattava affatto di un gesto di sfida verso la Chiesa, ma al contrario di una scelta tesa a rafforzare lo spirito di apertura e di accoglienza del Sinodo sulla Famiglia in corso in Vaticano (peccato che il Sinodo abbia in realtà chiuso le porte ad ogni possibile riconoscimento delle unioni gay). 
Però la telefonata non arrivò al Papa ma alla sua segreteria e Francesco, appresa la notizia, avrebbe accolto tutt'altro che positivamente la notizia della registrazione dei matrimoni gay. 
Poi il caso della visita di Marino in Usa, la smentita del Papa sull'invito a Filadelfia, l’incontro del febbraio 2016 in cui l’ormai ex sindaco spiega al Papa come a Filadelfia sia andato in scena un grande equivoco rivelatosi però utile agli avversari interni del Pd per accelerare l’uscita di scena del sindaco dal Campidoglio. 
A sentire Marino il Papa gli avrebbe assicurato che da parte sua non ci sarebbe stata la volontà di nuocergli in alcun modo ribadendogli stima e affetto. 
Del resto che altro avrebbe potuto dirgli Francesco? La verità è ben altra ed è quella di un ex sindaco che in Vaticano molti criticavano per come stava organizzando il Giubileo. Del resto la telefonata del finto Renzi a monsignor Vincenzo Paglia andata in onda al programma La Zanzara non lascia spazio a dubbi. E la verità di Marino sembra scontrarsi con il muro della realtà.

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