Dislessia nei bambini, dopo i trattamenti lessicali la novità delle "scosse elettriche"

31 marzo 2016 ore 16:56, Andrea De Angelis
La dislessia conosce rimedio. Il punto è capire come e quale, materia questa che spetta alla medicina e alla scienza. Con questo articolo dunque non si intende in alcun modo sostituirsi ad esse, ma dar voce a una piccola novità che potrebbe anche rivelarsi grande laddove riuscisse nell'intento di combattere tale disagio. 

La "stimolazione cerebrale" potrebbe migliorare le capacità di lettura dei bambini dislessici. La tecnica è stata sperimentata dai ricercatori di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in collaborazione con il Laboratorio di Stimolazione Cerebrale della Fondazione Santa Lucia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Restorative, Neurology and Neuroscience. Un orgoglio dunque tutto italiano, anche se a onor del vero una simile tecnica venne provata, come riporta Corriere.it, già anni fa da Cohen Kadosh, al Dipartimento di Psicologia Sperimentale di Oxford, e appunto consisteva nel somministrare una stimolazione magnetica a 9 volt. Ciò ovviamente non inficia l'ottimo lavoro che stanno portano avanti i ricercatori, anzi semmai lo rafforza e lo rende ancor più degno di nota. 

Dislessia nei bambini, dopo i trattamenti lessicali la novità delle 'scosse elettriche'
I trattamenti ideati per curare la dislessia nei bambini sono numerosi. Tra questi ricordiamone quattro partendo da quello sublessicale, svolto con esercizi di lettura al computer facilitati al fine di aumentare l’automatizzazione nel rilevare lettere e sillabe. Il modello a cui si ispira è quello psico-linguistico in cui la lettura discende dal riconoscimento, sempre più automatico, di gruppi di grafemi, via via più estesi, rilevanti da un punto di vista linguistico.
C'è poi quello neuropsicologico, individuato più di altri in base al profilo del paziente. Vi è ancora quello lessicale che si basa sul modello interpretativo secondo cui la difficoltà insita nella dislessia discende da una difficoltà di riconoscimento globale delle parole. Il trattamento prevede allora un allenamento a leggere parole con presentazione rapida al computer, così da automatizzare la lettura. Infine ricordiamo il "balance model" di Bakker (1992) che identifica la lettura come frutto di un equilibrio tra attività dei due emisferi cerebrali (analisi visuo-percettiva dell’emisfero destro contro l'anticipazione/integrazione su base linguistica dell’emisfero sinistro) e vede la causa della dislessia in uno sbilanciamento dell’attivazione di uno o entrambi gli emisferi. Il trattamento previsto consiste nella presentazione rapida di parole o brevi stringhe di testo in diverse posizioni spaziali in base a come viene interpretato il deficit di lettura.
caricamento in corso...
caricamento in corso...