Bene tagli Lorenzin ma gap "cure sotto la soglia minima" in 5 regioni

31 marzo 2017 ore 8:55, Americo Mascarucci
"Cinque regioni italiane non raggiungono la soglia minima dei Lea". La fonte è più che autorevole poiché a rilasciare i dati è direttamente il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel corso di un’intervista all’Ansa.
"Il punteggio minimo da raggiungere per essere adempienti sulle cure garantite ai cittadini - spiega Lorenzin - è 160 ma dai primi risultati del 2015, anche se non ufficiali, sono ancora sotto la soglia Calabria (147 punti), Molise (156), Puglia (155), Sicilia (153) e Campania con 99 punti. Il dato della Campania – spiega il Ministro - poi è davvero preoccupante perché, rispetto al 2014, dove la regione raggiungeva un punteggio di 139, nell'ultimo anno si è notato un calo di ben 40 punti. Ma ad aver peggiorato le performance sono anche Puglia, Molise e Sicilia. In troppe regioni ci sono molte difficoltà nel potenziamento della assistenza territoriale. In particolare, nell'assistenza domiciliare, numero dei posti letto per assistenza residenziale, assistenza ai disabili, coperture vaccinali, screening del tumore a colon-retto, mammella e cervice uterina".
Bene tagli Lorenzin ma gap 'cure sotto la soglia minima' in 5 regioni

COSA FARE
Nell’intervista Lorenzin spiega anche come superare il divario con le regioni che invece sono in regola. "I commissariamenti come li abbiamo immaginati fino ad oggi hanno fatto il loro tempo. Anche perché se è importante aver rimesso in ordine i conti, a pagarne le conseguenze non possono essere i cittadini che vedono ridotte quantità e qualità delle cure, oltre a dover pagare tasse più alte. I conti in questi anni sono molto migliorati anche se ci sono ancora troppe regioni commissariate o in piano di rientro che riescono a non andare in rosso solo grazie alle coperture, ovvero all'aumento delle aliquote fiscali previste dai piani di rientro o a risorse proprie di bilancio. Per questo credo -  prosegue il Ministro - che dovremmo agire in maniera più mirata. Possiamo per esempio pensare di ridare alle regioni la capacità decisionale completa, senza alibi. Ma noi come stato centrale dovremmo tempestivamente intervenire commissariando le singole aziende sanitarie a fronte di standard bassi di erogazione dei servizi sanitari ai cittadini. Vuol dire che il direttore generale, amministrativo, sanitario lo decidiamo noi dando un tempo definito per la riorganizzazione della singola azienda ed esercitando poteri sostitutivi completi. Attraverso il sistema di monitoraggio dei Lea, il ministero verifica continuamente lo stato di salute della Sanità del Paese e in alcuni casi i progressi non sono stati molti. Anzi, alcune Regioni hanno addirittura peggiorato i risultati. Insomma sul fronte dell'erogazione delle cure, i piani di rientro e i commissariamenti hanno mostrato molte lacune".

I VACCINI
Lorenzin ha poi affrontato l’argomento vaccini che continua ad essere oggetto di polemiche soprattutto per la decisione di alcune regioni di imporre la vaccinazione come condizione obbligatoria per poter iscrivere i bambini alle scuole materne. 
"L’offerta vaccinale gratuita rappresenta un’opportunità di salute per tutti i cittadini, perciò le differenze tra le regioni devono essere superate – ha spiegato il Ministro - Il nuovo piano vaccinale ha proprio l’obiettivo di eliminare queste differenze, con un’offerta vaccinale aggiornata e uniforme". 

caricamento in corso...
caricamento in corso...