Le foto d'autore di McCurry a Torino, dalla storica afgana all'inedito bianco e nero

04 aprile 2016 ore 14:51, Micaela Del Monte
Steve McCurry torna in Italia e questa volta la sede della sua spettacolare mostra fotografica sarà la Citroniera delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria. Dal 1° aprile al 25 settembre 2016 uno dei più grandi fotografi contemporanei di sempre oltre 250 opere saranno protagoniste di un grande allestimento che mostrerà gli scatti più rappresentativi del genio McCurry. 

Un lungo viaggio nel mondo: dall’Afghanistan all’India, dal Sudest asiatico all’Africa, da Cuba agli Stati Uniti, dal Brasile all’Italia. In ogni scatto di McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze e di emozioni e molte delle sue immagini, a partire dal Ritratto di Sharbat Gula, sono diventate delle vere e proprie icone, conosciute in tutto il mondo. Non solo le fotografie più famose, scattate nel corso della sua carriera più che trentennale, ma anche alcuni dei suoi lavori più recenti e altre foto non ancora pubblicate nei suoi numerosi libri. Il percorso di visita si apre con una sezione inedita di foto in bianco e nero scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980 nel suo primo reportage in Afghanistan, dove era entrato insieme ai mujaheddin che combattevano contro l’invasione sovietica e si conclude con alcune foto recentissime, ovviamente a colori, scattate proprio in Afghanistan, incorniciando così il racconto di una lunga avventura dedicata alla fotografia.

Oltre a presentare una ampia e aggiornata selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione. Per seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere la prossimità con la sofferenza e talvolta con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: "Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te". 

Le foto d'autore di McCurry a Torino, dalla storica afgana all'inedito bianco e nero
Nato nei sobborghi di Philadelphia, McCurry studia cinema e storia alla Pennsylvania State University prima di andare a lavorare in un giornale locale. Dopo molti anni come freelance, McCurry compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie. Con poco più di uno zaino per i vestiti e un altro per i rullini, si apre la strada nel subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica. Dopo molti mesi di viaggio, si ritrova a passare il confine con il Pakistan. Là, incontra un gruppo di rifugiati dell'Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese, proprio quando l'invasione russa chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. Riemergendo con i vestiti tradizionali e una folta barba, McCurry trascorre settimane tra i Mujahidin, così da mostrare al mondo le prime immagini del conflitto in Afghanistan, dando finalmente un volto umano ad ogni titolo di giornale. Da allora, McCurry ha continuato a scattare fotografie mozzafiato in tutti i sei continenti.

I suoi lavori raccontano di conflitti, di culture che stanno scomparendo, di tradizioni antiche e di culture contemporanee, ma sempre mantenendo al centro l'elemento umano che ha fatto sì che la sua immagine più famosa, la ragazza afgana, fosse una foto così potente. McCurry è stato insignito di alcuni tra i più importanti premi della fotografia, inclusa la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers e per quattro volte ha ricevuto il primo premio del concorso World Press Photo. Il ministro della cultura francese lo ha nominato cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere e, più recentemente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement. 

McCurry ha pubblicato molti libri, tra cui The Imperial Way (1985), Monsoon (1988), Portraits (1999), South Southeast (2000), Sanctuary (2002), The Path to Buddha: A Tibetan Pilgrimage (2003), Steve McCurry (2005), Looking East (2006), In the Shadow of Mountains (2007), The Unguarded Moment, (2009), The Iconic Photographs (2011), Untold: The Stories Behind the Photographs (2013), From These Hands: A Journey Along the Coffee Trail (2015), and India (2015).

Orari:
Da martedì a venerdì ore 9.00 – 17.00 
Sabato, domenica e festivi ore 9.00 – 18.30 
Lunedì chiuso 
La biglietteria chiude un’ora prima 

Festività:
Lunedì 25 Aprile 9.00 – 18.30
Domenica 1 Maggio 9.00 – 18.30 
Giovedì 2 Giugno 9.00 – 18.30 
Lunedì 15 Agosto 9.00 – 18.30 

Biglietti:
Tutti i biglietti includono l’audioguida della mostra disponibile in italiano ed in inglese. Il servizio di prenotazione è gratuito. 
Intero € 12,00
Ridotto € 10,00 (per maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 12 visitatori, apposite convenzioni) 
Ridotto speciale € 6,00 (per scuole e giovani fino a 26 anni)
Tutto in una Reggia € 25,00 (consente l’ingresso alla mostra, alla Reggia e ai Giardini) 
Gratuito (per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, due insegnanti per scolaresca, possessori della Card Musei del Piemonte e della Torino Card).

www.mostrastevemccurry.it
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