Fi in dis(ri)unione. Il nuovo patto del Nazareno di Berlusconi e il p(i)atto che vuole Fitto

04 febbraio 2015 ore 11:53, intelligo
Fi in dis(ri)unione. Il nuovo patto del Nazareno di Berlusconi e il p(i)atto che vuole Fitto
Ore dense per Forza Italia che si riunisce per affrontare il futuro renziano che l'aspetta. E c'è aria di un nuovo patto del Nazareno. Ma le condizioni le vuole dettare Berlusconi, dopo lo "schiaffo" inaspettato ricevuto da Renzi.
E le parole del presidente di Fi, Silvio Berlusconi, pubblicate dal "Fatto Quotidiano" - frutto di un colloquio che si è svolto ieri al Quirinale durante la cerimonia di insediamento di Sergio Mattarella- lo lasciano presagire: "Noi abbiamo votato sì per amore di riforme, per spirito di Stato, ora valutiamo l'accordo con Renzi. Se ci conviene, diciamo sì". Se è vero che Berlusconi difende Verdini dalle accuse di aver tradito il partito e votato Matarella è anche vero che non si fiderà più di mediatori ma solo di se stesso. E indicativa in questo senso una sua dichiarazione sempre indiscreta e riportata sul giornale: "I contrasti - avrebbe aggiunto Berlusconi, parlando dello scontro con l'area che fa riferimento a Fitto - sono emersi perché io ero confinato in quel di Arcore. Com'è l'adagio in milanese? Insomma: quando il gatto non c'è, i topi...". Ma alle parole tranquillizzanti del leader è proprio Raffaele Fitto a replicare così, chiedendo la sostituzione dei "topi" che ballano: "Dobbiamo sostituire l'attuale gruppo dirigente con un gruppo dirigente eletto dai nostri elettori, troviamo il modo". Se i ruoli, compreso il suo, si assumeranno non "perché  si viene nominati ma perché si viene eletti", allora "questa è la svolta" conclude Fitto. Così l'idea è quella di rimanere in Forza Italia e aprire "un confronto con forza e determinazione". Cosa ne uscirà è tutto da vedere. (ma.mo)  
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