A Napoli le rapine si “imparano” a scuola: fermati quattro “apprendisti ladri”

04 febbraio 2016 ore 17:07, Luca Lippi
C’è sempre una relazione fra le fiabe e la realtà, e a questo avranno pensato certamente gli inquirenti che hanno orchestrato l’operazione di raccolta degli elementi di indagine per poter poi spiccare il mandato di cattura per quattro minorenni, tutto accade a Castello di Cisterna a seguito dell’operazione denominata “Lucignolo”. 
Un pregiudicato maggiorenne e tuttora recluso per altri motivi, aveva istituito una vera e propria “scuola di rapine”, ricavatosi un ruolo da insegnante e componendo una classe di minorenni “volenterosi” e dediti a delinquere. La strategia comunicativa del singolare insegnante è basta sul “Se non sei in grado di farlo, non sei uomo”. Ma infatti non parlava con degli uomini e non era neanche troppo acuto a non prevedere che quattro scugnizzi imberbi non possono essere il massimo dell’affidabilità e della sicurezza. L'inesperienza e l'incertezza nell'agire dei giovani arrestati emergono da un video estrapolato dal sistema di videosorveglianza di una delle attività prese di mira: l'arrivo di corsa sullo scooter, la pistola puntata in faccia al malcapitato che, dopo qualche attimo di esitazione, riesce a mettere in fuga due degli "apprendisti rapinatori". I ragazzi della banda con fare goffo si allontanano di corsa, increduli.

A Napoli le rapine si “imparano” a scuola: fermati quattro “apprendisti ladri”
Gli alunni hanno compiuto undici rapine (questo agli atti), tutti colpi a supermercati, farmacie e benzinai, i giovani andavano a festeggiare in pizzeria e caricavano su Facebook le fotografie dell'evento. Ormai il potere dei canali social consuma anche sinapsi mai nate, compiere indagini è fin troppo facile grazie alla dipendenza dalla irrinunciabile vetrina globale. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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