Smog killer, allarme del Cnr: raddoppiate le patologie polmonari

04 gennaio 2016 ore 13:15, intelligo
Smog killer, allarme del Cnr: raddoppiate le patologie polmonari
Non sono bastate le innovazione tecnologiche per contrastare lo smog e migliorare la salute dei polmoni. Anzi, negli ultimi 25 anni è andata sempre peggio. Lo dimostrano il raddoppio dei tassi di prevalenza di alcuni disturbi polmonari. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Ifc-Cnr di Pisa e pubblicato su 'Respiratory Medicine'. Secondo i ricercatori nel 1985 respiravamo meglio rispetto ad oggi. La ricerca, frutto della collaborazione con l’Istituto di Biomedicina e Immunologia molecolare (Ibim-Cnr) di Palermo e le università di Pisa e Verona, ha monitorato dal 1985 ad oggi un campione di oltre 3.000 soggetti residenti nel comune di Pisa per indagare l'evoluzione della prevalenza delle malattie respiratorie. "I tassi di prevalenza di alcuni disturbi polmonari sono più che raddoppiati negli ultimi 25 anni - spiega Sara Maio dell'Ifc-Cnr di Pisa - Gli attacchi d'asma sono passati dal 3.4% al 7.2%, per la rinite allergica si è saliti dal 16.2% al 37.4%, l'espettorato ha superato il 19% rispetto all'8.7% del 1985 e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), ostruzione delle vie respiratorie non completamente reversibile, ha raggiunto il 6.8% contro il 2.1% iniziale. Questi elementi confermano analoghi studi condotti a livello nazionale e in altri Paesi come la Svezia".

Smog killer, allarme del Cnr: raddoppiate le patologie polmonari
"Lo studio è stato articolato su tre periodi: dal 1985 al 1988, dal 1991 al '93 e dal 2009 al 2011. Per ogni fase è stato chiesto ai volontari di rispondere a un questionario, indicando a quali fattori di rischio fossero esposti e a quali disturbi fossero soggetti
- specifica la ricercatrice - I tassi di prevalenza di alcuni disturbi polmonari sono più che raddoppiati negli ultimi 25 anni. In particolare, gli attacchi d’asma sono passati dal 3.4% al 7.2%, per la rinite allergica si è saliti dal 16.2% al 37.4%, l’espettorato ha superato il 19% rispetto all’8.7% del 1985 e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), ostruzione delle vie respiratorie non completamente reversibile, ha raggiunto il 6.8% contro il 2.1% iniziale. Questi elementi confermano analoghi studi condotti a livello nazionale e in altri Paesi come la Svezia".
Dura la vita per i fumatori, ma il 'fattore urbano' rimane un elemento importante, sia per le allergopatie sia per le malattie croniche ostruttive: "In particolare, i risultati hanno mostrato nei soggetti residenti in area cittadina, rispetto a quelli che risiedono in zone suburbane, un rischio maggiore del 19% di rinite allergica, del 14% di tosse, del 30% di espettorato e del 54% di Bpco - conclude Giovanni Viegi, dell’Ibim-Cnr di Palermo - L’incremento dell’impatto delle malattie respiratorie sulla popolazione indicato dai risultati suggerisce di prestare ancora maggior attenzione agli sviluppi e alle cause di disturbi così comuni, di pianificare indagini epidemiologiche longitudinali e ampliare le conoscenze sui fattori potenzialmente associati a tale aumento".
Per ora in soccorso dei cittadini sono arrivate le piogge che hanno subito dato i loro effetti con la diminuzione del Pm10. Per questo a Napoli è stato revocato il blocco totale delle auto e si sono registrati miglioramenti anche a Torino, Milano e Roma  dove il 2 gennaio nessuna centralina ha sforato il limite di 50 microgrammi per metro cubo.


A.B.

 
autore / intelligo
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