Nuovo farmaco anti Sla: quanto e a chi somministrare la cura

04 luglio 2017 ore 16:15, intelligo

In attesa che arrivi in Italia il Radicut, il nuovo farmaco anti Sla, dopo l’approvazione dall’Aifa si possono già leggere le regole da seguire per la sua somministrazione. 

REGOLE PER IL TRATTAMENTO - Il trattamento prevede somministrazioni per infusioni endovena giornaliere per due settimane consecutive e poi ad intervalli di due settimane. Questo perché il Radicut è stato riconosciuto come farmaco di fascia H, la cui somministrazione è limitata agli ospedali e alle eventuali strutture analoghe che saranno individuate dalle Regioni le quali dovranno mettere in atto modalità prescrittive ed erogative idonee.

Nuovo farmaco anti Sla: quanto e a chi somministrare la cura
Va ricordato, che prima che il Radicut sia disponibile in Italia è necessario attendere il completamento delle procedure di importazione del farmaco dal Giappone dove è prodotto dall'azienda Mitsubishi Tanabe. Il processo di importazione e distribuzione dovrà avvenire seguendo i criteri di certificazione definiti dall'European Medicines Agency (Ema). L'Agenzia Italiana del Farmaco rassicura che sono stati attivati tutti i canali di massima priorità. Il Radicut oggi è in uso in Giappone e Corea del Sud, mentre una sperimentazione con edaravone a somministrazione per via orale è in corso in Olanda. Nel maggio del 2017 la Food and Drug Administration (Fda), ne ha autorizzato l'uso negli Stati Uniti”.

COS’È E COME NASCE IL RADICUT -  Questa è una verà e propria svolta nel panorama della lotta contra la Sla in Italia. Fino ad oggi infatti l’unico farmaco approvato per la SLA, nel 1995, era stato il Rilutek (Riluzolo) che ha dimostrato una modesta efficacia nel prolungare di pochi mesi la sopravvivenza dei pazienti.

Il Radicut, inizialmente è stato messo a punto in Giappone per il trattamento degli ictus, è stato oggetto negli anni di ripetuti studi sulla SLA. Anche se i primi risultati non furono incoraggianti i ricercatori hanno notato che una determinata popolazione esaminata mostrava una risposta interessante. Il recente studio condotto negli Stati Uniti su su 137 pazienti affetti da SLA e pubblicato su Lancet Neurology a maggio di quest’anno, ha confermato che il farmaco induce un lieve rallentamento nel peggioramento dello stato funzionale in pazienti. In Italia, su una popolazione di circa 6.000 persone affette da SLA, si stima che i pazienti inizialmente idonei siano circa 1.600.

autore / intelligo
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