Porto Rico in fallimento con maxi bancarotta da 73 mld di dollari: le cause

04 maggio 2017 ore 15:30, Americo Mascarucci
Porto Rico è sull'orlo del fallimento con oltre 73 miliardi di dollari di debiti e 49 miliardi in obblighi pensionistici non finanziati.  Il governatore Ricardo Rossello ha quindi invocato una specifica legge conosciuta come Titolo III, che permette di affidare a un tribunale federale il compito di giudicare le dispute con gli investitori e decidere chi dovrà essere pagato e quanto. In pratica, una procedura fallimentare.
Porto Rico in fallimento con maxi bancarotta da 73 mld di dollari: le cause

L'ANNUNCIO - "Abbiamo preso questa decisione perché protegge al meglio le persone" ha dichiarato Rossello nell'annunciare la richiesta del Titolo III. Con la bancarotta le perdite per i creditori saranno più forti del previsto. La bancarotta segna una nuova battuta d'arresto nei rapporti fra Wall Street e Rosselló, che si era impegnato a ripagare i debiti e a rafforzare i legami con gli Stati Uniti. I creditori speravano in Rossello dopo le ripetute tensioni con il suo predecessore, Alejandro Garcia Padilla. Nonostante le trattative in corso tra governo e creditori, Rossello – che è in carica dallo scorso gennaio – non è stato in grado di mantenere le promesse. La richiesta del Titolo III, il meccanismo legale creato per ristrutturare i debiti, non è quindi inaspettata. Ora, il giudice della Corte Suprema, John Roberts, dovrà nominare un curatore fallimentare, che prenderà in consegna il caso. La crisi di Portorico va avanti da tempo ed è il risultato di una cattiva gestione delle finanze e dell’economia. Negli ultimi dieci anni il paese è praticamente sempre stato in recessione. Già nell'agosto del 2015 il Paese aveva dichiarato lo stato di insolvenza a causa dei tassi sempre più elevati che sono stati pagati per ottenere nuovi prestiti. 

PORTO RICO E GLI USA- Porto Rico è un territorio non incorporato degli Stati Uniti d'America, situato nel nord-est del mar dei Caraibi tra la Repubblica Dominicana e le isole Vergini.
A seguito di un referendum popolare del 2012, con il 61,15% delle preferenze favorevoli, gli abitanti del luogo hanno scelto di divenire uno Stato Federato degli Stati Uniti d'America: è stato così avviato l'iter legislativo che potrebbe trasformare l'isola nel 51º Stato degli USA. È la più piccola isola delle Grandi Antille ed è costituito dall'isola maggiore di Porto Rico e da altre isole minori e arcipelaghi, tra cui Mona, Vieques e Culebra. La capitale è San Juan, che al censimento del 2000 contava quasi 848.000 abitanti e raggiungeva i 2.000.000 considerando l'area metropolitana.
Oggi l'isola è diventata una rinomata meta turistica e un importante centro industriale farmaceutico e manifatturiero. Tuttavia la "lotta" per definire lo status politico non si è mai arrestata. Negli ultimi decenni sono stati autorizzati localmente tre plebisciti per decidere se Porto Rico dovesse consolidare il Commonwealth oppure richiedere di diventare uno stato federato statunitense a tutti gli effetti; ma dopo tre vittorie di stretta misura, da parte dei sostenitori del Commonwealth, di fatto nulla è mutato nei rapporti con gli Stati Uniti.
In due referendum tenutisi nel 1967 e 1993 i portoricani hanno rifiutato di unirsi agli Stati Uniti d'America.
Nel referendum statale del 1998, il Commonwealth ha vinto contro lo Stato federato con il 50,3% dei voti, e grossomodo si sono divisi con le stesse percentuali i sostenitori del partito a favore della federazione (Nuovo Partito Progressista o PNP) e del partito a favore del Commonwealth (Partito Popolare Democratico o PPD). Il Partito Indipendentista Portoricano o PIP ha raggiunto il 2,5% dei voti ed è stato per questo confermato tra i tre partiti politici più importanti di Porto Rico.
Il 6 novembre 2012 Porto Rico ha votato due referendum sullo status dell'isola. In un primo quesito il 54% si è espresso per il cambiamento dello status. Nel secondo quesito il 61,1% dei portoricani si è dichiarato a favore dell'adesione agli Stati Uniti d'America come 51º stato federale, il 5,5% per l'indipendenza e il 33,3% per il mantenimento dello status. I referendum non sono vincolanti e ora spetta al Congresso degli Stati Uniti decidere se accettare l'adesione di Porto Rico.


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