Effetto calo visite: l'influenza 2016 è "leggera". In controtendenza le malattie respiratorie

04 marzo 2016 ore 12:20, Lucia Bigozzi
Influenza addio? Da un lato i numeri dicono che aumenta la platea dei malati, dall’altro gli esperti dicono che la ‘forza’ del virus sta scemando. Apparentemente può sembrare una contraddizione; invece è la fotografia aggiornata dell’Italia sotto l’effetto del malanno stagionale per antonomasia. Complessivamente, sono quasi due milioni e mezzo i casi conclamati secondo l’ultimo dato, quello più recente, elaborato da Influnet, ovvero la rete di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), e della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie. In dettaglio: dall’ultima settimana di verifiche, emerge che il numero di persone a letto con l’influenza, è in calo: 342mila contro i 366.600 fissati dal monitoraggio precedente, con un'incidenza pari a 5,7 casi per mille abitanti. Insomma, il virus sta facendo marcia indietro, dopo aver raggiunto il picco stagionale fissato tra gennaio e febbraio. Ma a dirlo sono anche altri elementi che nell’aggiornamento di Influnet servono per comprendere fino in fondo l’andamento della patologia. Tra gli indicatori che aiutano a leggere il fenomeno, c’è anche il fatto che le visite a domicilio dei medici di base sono in diminuzione se raffrontate col numero dell’anno precedente, stesso periodo. 

Effetto calo visite: l'influenza 2016 è 'leggera'. In controtendenza le malattie respiratorie
E scende anche il numero di giorni prescritti per superare la malattia. In lieve controtendenza, la cifra relativa alle persone che presentano malattie respiratorie: in totale sono stati censiti 199.800 casi, pari a 3,3 casi ogni mille abitanti. Dove è più forte il virus dell’influenza? Stando alla recente rilevazione, le regioni dove insiste di più, sono state il Piemonte, il Trentino e le Marche. Mentre le regioni col minor tasso di incidenza, si sono rilevate la Sardegna, il Molise e la Sicilia. E qui arriviamo alle indicazioni su come reagire al virus per chi ancora ci sta facendo i conti. E a dirlo è Aurelio Sessa, presidente regionale Simg Lombardia, che raccomanda: “Non serve assumere antibiotici perché sono inattivi sui virus, non solo influenzali ma anche respiratori”. Il secondo motivo -raccomandazione è che “un uso indiscriminato rende questi farmaci inefficaci aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri. È compito del medico giudicare se l'influenza può essersi complicata a tal punto da intraprendere una terapia antibiotica”. 
autore / Lucia Bigozzi
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