Padova, dalla manicure all'agonia: "La perionissi mi ha rovinato la vita"

04 ottobre 2017 ore 16:00, Micaela Del Monte
Una semplice manicure si è trasformata in un incubo per Ardiana Krasniqi, una ragazza che nell’agosto del 2016 si rivolse ad un centro estetico di Tencarola, una località di Salvezzano, in provincia di Padova. La ragazza aveva infatti deciso di sottoporsi ad un intervento di ricostruzione delle unghie ma al momento della rimozione del gel qualcosa è andato storto...

Padova, dalla manicure all'agonia: 'La perionissi mi ha rovinato la vita'
"Quand’è stato tolto il gel ho iniziato ad avvertire un doloroso fastidio all’unghia dell’anulare sinistro"
, ha spiegato la donna, "Mi sono fidata delle rassicurazioni della titolare del centro che mi consigliava di immergere la mano in acqua e sale per bloccare l’infezione. Purtroppo il trattamento non ha funzionato, anzi l’unghia peggiorava di giorno in giorno. Il dolore era sempre più insistente tanto che ho dovuto rivolgermi al pronto soccorso dell’Ospedale di Padova per una visita specialistica. Il dermatologo Marco Tarantello ha diagnosticato una forma di perionissi cronica al quarto dito della mano sinistra".

Ardiana Krasniqi prima dell’infortunio faceva la barista e l’assistente alla piscina: "Lavori che non posso più fare perché ogni volta che il dito va a contatto con l’acqua rischia di infettarsi e la situazione peggiora", ha aggiunto la giovane. "Nel frattempo i rapporti con il centro estetico che prima del “refill” erano ottimi perché prestavo servizio nel bar accanto, sono peggiorati tanto che ho dovuto rivolgermi ad un legale per far valere i miei diritti in quanto l’assicurazione non intende risarcirmi perché sostiene sarebbe passato troppo tempo dalla data dell’infortunio".

Nella lettera di richiesta danni formulata dal legale di Krasnigi, Giuseppe Pedrini, viene evidenziato "che la responsabilità dell’evento è da ascriversi alla condotta del personale del centro estetico e che a trattare la signora era stata una stagista". "Questa situazione che mi impedisce di continuare a svolgere il mio lavoro dovrò tenermela in vita, chiedo almeno di essere risarcita dall’assicurazione. Il tempo è passato perché ero stata rassicurata che il problema si sarebbe risolto e invece a un anno da quell’intervento mi trovo in queste condizioni”, conclude.
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