Madrid reagirà all'indipendenza: previsto l'intervento militare

04 ottobre 2017 ore 17:13, Luca Lippi
Ieri c’è stato il discorso di Re Filippo VI ai cittadini spagnoli, sulla questione del referendum. Oggi alle 21 è atteso il discorso del governatore catalano Carles Puigdemont. Nel frattempo non si placano le polemiche. Tra incomprensioni e questioni di diritto i fatti continuano ad essere sorvolati con troppa superficialità. Una Regione non può decidere di staccarsi dallo stato cui appartiene sbandierando questioni democratiche. Non è una questione politica o oideologica, è una questione di diritto e le leggi, soprattutto quelle costituzionali, si rispettano. Democraticamente si può provare a modificarne i contenuti, ma decidere di fare il bello e il cattivo tempo fuori dalle regole accettate, condivise e consolidate, non si può fare. A meno che , non si cerchi lo scontro armato. Tuttavia anche in questo caso devono esserci delle motivazioni valide o almeno condivisibili e in ogni caso precedute da tavoli di concertazione.
Madrid reagirà all'indipendenza: previsto l'intervento militare

Il discorso del Re non era rivolto ai Catalani indipendentisti ma a tutti gli spagnoli, come è giusto che sia.  In questo caso ha fatto bene Filippo VI a ribadire e pretendere il rispetto della legge in tutta la Spagna, come biasimare l’invocazione det ‘Tradimento’ degli indipendentisti di Barcellona, peraltro pure repubblicani.
Ora la strada verso una reazione dura è spianata. In catalogna non ci sono solo gli indipendetisti c’è anche una forte componente spagnola. Il rischio di un muro contro muro destinato ad allargarsi a macchia d’olio è concreto.

PRIMI SEGNALI DI REPRESSIONE
Il segnale è già arrivato con la messa sotto stato di accusa del capo della polizia catalana da parte del procuratore generale. L’intenzione di Madrid, ma anche della componente spagnola catalana (non indipendentista per essere chiari) è quella di proseguire sulla reazione dello stato centrale.
In caso di scontri di piazza l’intervento militare potrebbe essere plausibile. La Ue è quasi tutta schierata con Madrid, fatta eccezione di alcune frange del Parlamento europeo come Farange, Wilders l’Fpo austriaco e forse, con cautela, la Ln, ma a livello di stati Rajoy potrebbe mandare i carri armati e nessuno gli direbbe nulla nella UE.

REAZIONE POSSIBILE
L’applicazione dell’art 155 della Costituzione spagnola, così come riporta il Corsera, consente in caso di via libera da padre del senato di Madrid, la sospensione parziale o totale delle competenze del governo catalano. In caso di applicazione potrebbe permettere al governo spagnolo di prendere il controllo della polizia regionale catalana convocare elezioni anticipate, o anche esautorare il presidente. Oggi, fonti del governo spagnolo hanno fatto sapere che Madrid reagirà a un’eventuale dichiarazione di indipendenza del governo catalano. “A ogni azione illegale seguirà una risposta legale” hanno dichiarato le stesse fonti, per poi precisare che un dialogo con i catalani sarà possibile “solo dopo nuove elezioni”. Il governo di Rajoy ha anche fatto sapere di considerare “fuori discussione” una possibile mediazione internazionale nella crisi tra Madrid e Barcellona.
In buona sostanza, ormai la questione deeve passare per il buon senso da tutte e due le parti. Se la Catalogna insiste nel volere la secessione allora Madrid potrebbe far transitare ‘legalmente’ i carri armati sulla Regione, ma questa sarebbe l’ultima ratio. Attendiamo il discorso di stasera di Carles Puigdemont e domani tireremo le somme.

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autore / Luca Lippi
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