Giallo del sottomarino: trovato hard disk horror, la difesa di Peter Madsen

04 ottobre 2017 ore 17:38, intelligo
Si infittisce il mistero su Peter Madsen, il miliardario inventore, accusato della morte della giornalista svedese Kim Wall che salí a bordo del sottomarino costruito dal danese. Il suo cadavere mutilato fu trovato dieci giorni fa in mare, ma Madsen ha ammesso solo di aver abbandonato la salma nelle acque marine respingendo l'accusa di omicidio (è l'unico sospettato).

Giallo del sottomarino: trovato hard disk horror, la difesa di Peter Madsen
A peggiorare la situazione del miliardario la scoperta di un hard disk, che al momento si suppone appartenga a lui, dove sono stati trovati video di donne torturate, decapitate e bruciate. Secondo il procuratore Jakob Buch-Jepsen le immagini sono autentiche. Madsen ha negato che l’hard disk sia suo, dicendo che chiunque avrebbe potuto usarlo nel laboratorio in cui lavorava e continua a dichiararsi innocente anche se ha cambiato diverse volte la sua versione dei fatti: prima aveva detto di averla lasciata al porto di Copenaghen, poi che la donna era morta in un incidente.

IL MACABRO RITROVAMENTO DEL CORPO
Il corpo della giornalista svedese era stato trovato il 21 agosto, 11 giorni dopo la sua sparizione, senza testa e arti e con i polmoni perforati. L’autopsia aveva poi rivelato segni di accoltellamento sui genitali e sulla pancia di Wall, causati subito prima o subito dopo la morte. Sui suoi resti i medici legali hanno trovato tracce d´uso di una potente sega per procedere alle macabre amputazioni. E sempre sulla salma sono state riscontrate tracce del Dna del 42enne Madsen, attualmente in detenzione preventiva come sospetto omicida. Una storia macabra che ricorda sempre di più i film splatter di Hollywood.

#madsen #harddisk #video
autore / intelligo
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