Cary Fukunaga 'regala' Beasts of no nation allo streaming

04 settembre 2015, Marta Moriconi
Cary Fukunaga 'regala' Beasts of no nation allo streaming
Da True detective a Beasts of no nation: Cary Fukunaga ne ha fatta di strada. 

E innovativa. Molto. Basta pensare che il 16 ottobre Neflix, che ha 65 milioni di abbonati, ha pensato di mandarlo in streaming in alcune sale.

E intanto è al Lido questo cineasta giapponese che ama Venezia e lo spiega così ad Arianna Finos su Repubblica: "Ho un rapporto antico e speciale con questa città. Venni da studente, avevo diciott'anni e vivevo in Francia. Durante il viaggio mi rubarono lo zaino con dentro l'artbook: persi cinque anni di lavoro. Ero così triste. Venezia mi ha ispirato, regalato la forza di ricominciare. Essere qui con un film in concorso è un'esperienza che non ho elaborato, mi sento in una nuvola".

E il film che già fa scandalo parla dei bimbi soldato, dell'innocenza rubata, insomma della storia dei nostri tempi. Racconta il regista sempre al quotidiano di Mauro: "Bimbi che combattono, che lavorano, bimbe costrette a prostituirsi. Agu, il ragazzino del film, perde la famiglia, il villaggio, l'innocenza e la fantasia che sono un diritto dell'infanzia. Eppure riesce a sopravvivere, interrogandosi ogni giorno sulle proprie scelte, anche quella di seguire un Comandante che gli ordina di uccidere. "Sono una persona buona o cattiva?":".

Poi sul personaggio di Idris Elba ammette che nel libro è più vago ma spiega che l'ha "trasformato in un leader che è anche un prodotto della guerra, carismatico e disturbato. Nella prima versione del film lo facevo uccidere da Agu. Ma era troppo facile: è più allarmante se sai che lo squalo è ancora nell'acqua e pronto ad azzannare".

E "Beasts of no nation" non ha paura dello streaming: "L'unica differenza è il tempo a disposizione: per la tv devi essere veloce e organizzato " dice e aggiunge convinto: "Grazie a Netflix, un dramma come questo potrà essere visto da 65 milioni di utenti. E chi vorrà potrà gustarselo in sala. È l'era più democratica per il cinema: il potere di scegliere è nelle mani del pubblico".

Ha un cuore democratico il regista dei bambini soldato. 
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