Gentiloni passa al contrattacco: "Reagiremo" per Regeni. Verità o svolta?

05 aprile 2016 ore 19:22, Andrea Barcariol
L'Italia a muso duro contro l'Egitto per la vicenda Giulio Regeni. "Se un cambio di marcia" non ci sarà, il governo è pronto a reagire adottando misure appropriate e proporzionate", lo ha spiegato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un'informativa al Senato sul caso del ricercatore italiano sequestrato al Cairo il 25 gennaio e ritrovato morto il 3 febbraio. "Siamo alla vigilia di importanti incontri che potrebbero essere decisivi per lo sviluppo dlele indagini. Credo importante che il Parlamento faccia sentire propria una voce unitaria - ha spiegato Gentiloni sottolineando che "per ragioni di Stato non permetteremo che venga calpestata la dignità del nostro Paese". Decisivo l'incontro in programma giovedì e venerdì con gli investigatori egiziani. "Credo sia legittimo chiedersi se la fermezza delle reazioni di governo, magistratura, famiglia e Italia intera potrà riaprire il canale di piena collaborazione tra l'altro assicurato dal presidente al Sisi. Lo capiremo a partire dall'incontro tra gli inquirenti".

Gentiloni passa al contrattacco: 'Reagiremo' per Regeni. Verità o svolta?
Incontro che "potrebbe essere decisivo" per lo sviluppo dell'inchiesta. Se così non fosse l'Italia è pronta ad adottare "misure tempestive e proporzionate". Parole che non sono passate inosservate in Egitto e pronta è arrivata la replica stizzita da parte del ministero degli Esteri egiziano. "Visti i forti legami storici tra i popoli e i governi dei due Paesi e che gli ultimi avvenimenti testimoniano il coordinamento nelle indagini sulla morte di Regeni, l'Egitto si astiene dal commentare il discorso del ministro Gentiloni - si legge nel comunicato firmato dal portavoce Ahmed Abu Zeid -. Il discorso e le osservazioni di Gentiloni complicano ulteriormente la situazione alla vigilia dell'arrivo della squadra di pubblici ministeri e di alti funzionari egiziani a Roma per condividere con gli inquirenti italiani gli ultimi sviluppi nelle indagini". Il Premier Matteo Renzi ha ribadito che il governo andrà avanti. "La vicenda di Giulio Regeni ci ha colpito tutti, molto. La famiglia Regeni ha dato una gigantesca lezione al mondo. Ci fermeremo davanti alla verità. La verità vera. Lo dobbiamo a Giulio, agli amici, al suo babbo, alla sua mamma, alla sua sorellina. Ma lo dobbiamo a tutti noi. Speriamo e pensiamo che l'Egitto possa collaborare con le autorità italiane, abbiamo ricevuto la disponibilità di andare a vedere le carte insieme e vogliamo che questa verità sia provata".
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