Post referendum, sconfitto Renzi. Gli scenari possibili

05 dicembre 2016 ore 11:46, Luca Lippi
Gli italiani hanno detto No al Referendum Costituzionale, e la domanda immediatamente che ne segue è la seguente: ora cosa succede in Italia? 
In concreto nulla, i mercati finanziari avevano già fatto capire chiaramente che avrebbe vinto il No, ma non perché hanno la palla di vetro, ma perché seppure fanno trasparire tutto il male del mondo soprattutto a chi non li sa leggere, hanno strumenti in grado di avvicinare alla realtà le azioni dei governi, in una parola non sono ideologici.
Quindi chi ha vinto e chi ha perso? Beh, la Costituzione italiana ha vinto, mentre perde la presunzione. A vedere bene la Storia, la Costituzione italiana vince per la seconda volta sulla presunzione.
Per tutto il resto, ad avere paura è solamente l’euro, non le banche e neanche i mercati che hanno problemi assai più seri, su cui stanno lavorando e continueranno a lavorare, devono solo sapere con chi parlare.
Perché a rischiare è solo l’euro?
Perché Renzi, lasciando la poltrona libera, e permanendo l’attuale legge elettorale, qualora si dovesse andare ad elezioni potrebbe essere occupata da qualcuno che chiederebbe il referendum per rimanere nell’euro.
Tuttavia, anche a questo i mercati hanno già risposto, l’Ocse ha giudicato positiva la Legge di Bilancio, una legge di bilancio piena di “vuoti e di veti”, soprattutto di coperture, ma l’Ocse è di Padoan, e allora indirettamente al mercato è stato detto che quella poltrona sarà occupata da Padoan, senza inutili elezioni perché il parlamento una maggioranza ce l’ha.
E allora rimane la poesia del bel discorso di Renzi con la consorte sullo sfondo (immagine piuttosto amercana) che coerentemente lascia ammettendo la sconfitta, soprattutto lascia perché tutto resti com’è senza dare adito a contestazioni.

Post referendum, sconfitto Renzi. Gli scenari possibili

La realtà dei fatti:
-Alla Camera il PD ha una maggioranza di oltre 120 deputati
-Al Senato sia con Renzi che Senza è necessaria una “piccola coalizione”
-La stragrande maggioranza degli attuali nominati nel parlamento, in caso di elezioni con preferenza non ha nessuna possibilità di rielezione e quindi i prossimi stipendi sono gli ultimi per molti di loro
-C’è una legge di bilancio fatta di una tantum sulle entrate e di aumenti strutturali di spesa che non è stata approvata dall’Europa (forse alla fine verrà approvata proprio per non aggiungere altra instabilità) e che va portata a termine
-C’è una legge elettorale che allo stato attuale è un proporzionale puro per entrambe le camere con un piccolo sbarramento (3%) e che dunque non consente nessun governo monocolore, e stando alla realtà tripartita neppure è pensabile che una coalizione vinca con il 50%+1 dei voti. Di fatto l’unico possibile esito, magari dopo un paio di elezioni a vuoto è la “grande coalizione” (di chi?)
E dunque se ne trae almeno qualche conclusione e un probabilissimo esito:
-Ci sono alcune cose che il parlamento e un governo devono fare prima di andare a elezione (legge di bilancio, e probabilmente legge elettorale)
-Non c’è nessuna reale intenzione degli attuali nominati di andare a casa e affrontare impossibili (da vincere) elezioni
-L’Europa chiede stabilità, e quindi toglierà ogni veto (seppure inevitabile) ma di sicuro alla Ue interessa soprattutto non aggravare la situazione di instabilità. Si vedranno (dopo qualche minimo sussulto da investitore da tastiera) alcune banche reagire piuttosto vivacemente, e non male! 
-A parte alcuni media che a furia di fare “il portavoce” ha perso la lucidità di vedere e raccontare le cose reali, non succederà nulla.
-Pronti per un bel governo tecnico a guida Padoan, forse Grasso, e poi riprendiamo da dove eravamo rimasti. 
In conclusione, il Paese è spaccato, ma il Parlamento non le è affatto, e allora nel Paese del tutto e del contrario di tutto ci si muove per non cambiare niente. Se avesse vinto il Si si sarebbe spaccato il Pd, e in quel caso l’incertezza politica sarebbe stata realmente una concreta causa di instabilità.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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