Pensione integrativa formato Ue. Pepp sotto esame: pro e contro

05 luglio 2017 ore 15:36, Luca Lippi
Da Bruxelles si apre la strada ai prodotti pensionistici individuali (Pan-European Personal Pension Product) sono delle pensioni integrative in formato Ue.  Dai giorni nostri ai prossimi 50 anni la proporzione tra pensionati e lavoratori raddoppierà. Bruxelles sta pensando ad anticipare gli effetti della tendenza offrendo un ombrello a tutti per assorbire l’impatto negativo sulle pensioni derivante dalla sfida impari demografica. Le rendite pensionistiche che fanno (e, presumibilmente, faranno sempre più) fatica a garantire uno stile di vita decoroso a tutti, dovranno essere sostenute da un prodotto concorrenziale in grado di risolvere questo problema. L’obiettivo è quello di incentivare i lavoratori a creare degli schemi pensionistici individuali. Una proposta volta a creare un mercato unico previdenziale, con trattamento fiscale omogeneo in tutta l’Unione europea.
Il prodotto dovrà essere autorizzato dall’ Eiopa (autorità europea per le pensioni) che ha già accolto  la proposta con favore e sarà chiamato a valutare il rispetto dei criteri di sicurezza fissati da Bruxelles.
Conterrà opzioni di investimento prestabilite, un numero limitato di alternative d’investimento e i risparmiatori avranno piena protezione sul loro capitale. 
Pensione integrativa formato Ue. Pepp sotto esame: pro e contro
Obiettivi – spiega il presidente della Covip, Mario Padula “creare alternative e in generale una maggiore offerta di mercato delle forme pensionistiche individuali, il cosiddetto terzo pilastro. I Pepp potranno aumentare la concorrenza in questo settore e questa non può che essere una buona notizia”.

Un prodotto unico per tutti - La Commissione, inoltre, fa sapere che i nuovi strumenti di risparmio previdenziale avranno una struttura standardizzata e semplice, a portata di consumatore. Opzioni di investimento ben delineate e poche alternative, semplificazione dell’informazione agli iscritti, che potranno comparare tra offerte diverse e cambiare emittente ogni cinque anni. Precisa Padula: “Si tratta di caratteristiche assai simili ai nostri Pip o ai nostri fondi aperti il che significa che gli emittenti nazionali potranno competere con i concorrenti europei e penetrare mercati, dove gli schemi pensionistici personali a capitalizzazione hanno una diffusione più limitata”.

I tempi - Il nuovo prodotto potrebbe arrivare entro un anno e secondo uno studio Ernst & Young condotto per la Commissione, il Pepp, con incentivi fiscali concessi, può raddoppiare la crescita del mercato della pensione complementare portandolo a 2,1 trilioni di euro entro il 2030.

Il parere degli esperti - Secondo Assogestioni, la creazione di un prodotto pensionistico individuale paneuropeo potrebbe essere efficace, ma ancora più interessante sarebbe l'ipotesi della definizione di un conto pensionistico individuale ispirato all'Ira statunitense (Individual Retirement Account) che assocerebbe un beneficio fiscale all'investimento di lungo termine del risparmio previdenziale. Sostiene Assogestioni "Rappresenta una novità assoluta nel panorama degli strumenti previdenziali di terzo pilastro attualmente esistente".

Nodi da sciogliere – riguarda principalmente il tema del regime fiscale, sarebbe centrale nello sviluppo di un terzo pilastro europeo. Ad oggi la maggiore complessità per uno sviluppo di un mercato unico previdenziale deriva proprio dalla differenza tra i vari regimi fiscali applicabili nei vari Stati membri.  
Secondo Assogestioni, le soluzioni estreme indicate dalla Commissione, riguardanti l'emanazione di raccomandazioni non vincolanti e il più pervasivo intervento di armonizzazione della legislazione nazionale vigente presenterebbero delle criticità. "La prima avrebbe difficilmente un impatto significativo sul mercato europeo previdenziale. La seconda, invece, richiederebbe un processo lungo e complesso che difficilmente permetterebbe di raggiungere l'obiettivo di creare un mercato unico dei prodotti pensionistici personali".

In conclusione - La caratteristica dei Pepp è quella di aumentare la concorrenza costringendo istituti di credito e società assicurative ad abbassare i costi degli attuali strumenti di previdenza complementare per renderli più competitivi, a vantaggio dei consumatori. Il problema più grande è che il sistema finanziario, ormai ramificato e collegato, possa fare ‘cartello’ destinando ai consumatori un prodotto preconfezionato con poca scelta opzionale. Rimane poi da sciogliere un altro nodo che è quello di ‘sanificare’ il sistema bancario prima che questi possa tornare a raccogliere la fiducia dei consumatori. Il problema non è solamente italiano. Ricordiamo che il sistema bancario tedesco ha criticità assai maggiori delle nostre e senza una soluzione su ampia scala delle problematiche il consumatore non avrà mai la possibilità (e la capacità) di distinguere e scegliere l’offerta migliore. L’Europa sarà pronta a garantire tutti i sottoscrittori dei 28 Paesi membri?

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autore / Luca Lippi
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