Scontri 1 maggio, "le devastazioni Expo erano pianificate". Chieste condanne per 4 antagonisti

05 maggio 2016 ore 15:37, Americo Mascarucci
Chieste quattro condanne, due a 5 anni e 8 mesi di reclusione e due a 4 anni e 4 mesi, dal pm di Milano Piero Basilone nell'ambito del processo con rito abbreviato a carico di quattro giovani antagonisti accusati, a vario titolo, di devastazione, saccheggio e incendio per i fatti registrati durante il corteo 'no Expo' del primo maggio 2015.
Quel giorno fu ufficialmente inaugurata l'esposizione universale e mentre nei padiglioni di Expo si svolgevano le cerimonie ufficiali, all'esterno, il capoluogo lombardo veniva letteralmente messo a ferro e fuoco. 
Il pubblico ministero nel corso della requisitoria ha sostenuto che quelle proteste erano state in realtà già pianificate nei giorni precedenti come dimostrerebbe un opuscolo nel quale venivano date indicazioni e suggerimenti in merito. In particolare sul retro dell'opuscolo pare fossero indicati "tutti i rimedi per evitare le cariche della polizia, indietreggiando, e anche suggerimenti su travisamenti e sull'uso di maschere antigas".
Quindi le devastazioni non possono essere considerate, secondo l'accusa, il prodotto delle tensioni in atto quel giorno.

Scontri 1 maggio, 'le devastazioni Expo erano pianificate'. Chieste condanne per 4 antagonisti
La prossima udienza del processo si terrà il  9 giugno quando potrebbe arrivare la sentenza. 
I quattro giovani imputati erano stati arrestati il 12 novembre scorso su disposizione del gip di Milano, Donatella Banci Buonamici, insieme ad altre sei persone: un altro giovane milanese che si era reso irreperibile all'arresto e risulta ancora latitante, e 5 anarchici greci destinatari di una richiesta di estrazione presentata per loro dalla procura di Milano poi respinta dal Tribunale di Atene. Tutti accusati, a vario titolo, di resistenza aggravata, devastazione, saccheggio, incendio e travisamento.
Fuori dal Palazzo una trentina di antagonisti hanno manifestato la loro solidarietà per gli imputati. Tra le parti civili non figura il Comune di Milano, mentre ci sono il ministero dell'Interno e Unicredit, per due filiali della banca devastate.

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