Senato, passato l'articolo 2 la nuova settimana del ministro Boschi

05 ottobre 2015, intelligo
Senato, passato l'articolo 2 la nuova settimana del ministro Boschi
Messi in saccoccia l’articolo 1 e il contestatissimo articolo 2 (determinanti il patto tra renziani e bersaniani e i voti dei verdiniani) la settimana senatoriale riparte da sabato. 

A CHE PUNTO SIAMO. L’obiettivo del governo è chiudere entro l’inizio della prossima settimana, prima dell’avvio della sessione di bilancio. I prossimi articoli in votazione non dovrebbero riservare grosse sorprese e da questo punto di vista la maggioranza è convinta di dormire sonni tranquilli. Ma resta la questione politica e i numeri a Palazzo Madama: la scorsa settimana l’esecutivo ha avuto dalla sua parte tra 160 e 180 voti. Certo è che il “caso” Verdini con la sua Ala volati in soccorso renziano ha riaperto polemiche e vecchie ferite nella minoranza dem che adesso teme che la convergenza sulle riforme diventi “strutturale” e possa presagire un eventuale ingresso in maggioranza della pattuglia di ex forzisti. 

OGGI IN AULA. Dopo il tourbillon di venerdì scorso oggi l’articolo 2 passerà in via definitiva e con esso il vecchio schema del Senato andrà in soffitta. Tutta colpa o merito – a seconda dei punti di vista politici – del “famigerato” emendamento Cocianchic che ha sancito la pax nella maggioranza. In precedenza l’Aula aveva licenziato l'emendamento Finocchiaro che, di fatto, recepisce l'accordo maggioranza-minoranza Pd. 

COSA CAMBIAS. Secondo la nuova norma, i senatori-consiglieri saranno eletti dagli elettori e poi ratificati dai consigli regionali sulla base dei listini regionali. L’articolo 2 stabilisce infatti che il Senato 3.0 dovrà essere espressione degli enti territoriali ma avranno la legittimazione da parte degli elettori che sceglieranno chi mandare a Palazzo Madama. 

GIALLO 160. Le opposizioni scatenate sul numero 160 che è quello di voti coi quali è stato approvato l’articolo 2. Un voto in meno della maggioranza assoluta che fissa l’asticella a 161. Fi considera quel voto incostituzionale e si appella al presidente della Repubblica. E nelle pieghe della maggioranza spunta anche il “giallo” dei sette centristi di Area Popolare (Alfano e Casini) che non hanno partecipato al voto. 

D-day: 13 ottobre. 

LuBi
autore / intelligo
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