Vaccini in picchiata. Effetto insicurezza? L’allarme dei medici

05 ottobre 2015, intelligo
Vaccini in picchiata. Effetto insicurezza? L’allarme dei medici
Vaccinazioni in discesa. Scatta l’allarme dei medici. Cosa è successo? A certificarlo sono i numeri del ministero della Salute che monitorano il trend delle vaccinazioni alla vigilia della “stagione influenzale”. Va ricordato che le vaccinazioni sono incluse nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. In particolare si tratta di coperture previste contro la poliomielite, l’epatite B e la pertosse, il tetano e la difterite. 

Il tutto in una fase in cui si registra un'escalation dei casi di meningite. Come accaduto all'ospedale pediatrico Bambino Gesù: i medici stanno seguendo tre bambini di 2, 3 e 5 mesi colpiti da meningite da Haemophilus influenzae di tipo B. 

Nel 2013 le vaccinazioni sono state poco al di sopra del 95 per cento, ovvero il valore minimo fissato dal Piano nazionale Vaccini. Il dato che colpisce è che il calo è continuato nel 2014, al punto che la percentuale monitorata è scesa al di sotto della soglia. 


IL TREND. Se la copertura contro l’influenza, in gergo tecnico Haemophilus influenzae b (Hib), nel 2013 era al 94,5 per cento, ed è rimasta invariata; la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr) ha fatto registrare una flessione addirittura di quasi quattro punti percentuali se raffrontata ai dati aggiornati di due anni fa, passando dal 90,3% all'86,6%.

L’ALLARME. Difficile stabilire i motivi del calo, ma è possibile ritenere che in qualche modo sia dovuto a una minore “fiducia” degli utenti rispetto all’efficacia dei vaccini e in particolare del livello di sicurezza. Il dato certo, invece, è l’allarme che arriva dai medici. 

Mentre l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)  sollecita “l’urgenza dell’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità e AIFA al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi guarda con preoccupazione al trend avvertendo del rischio rispetto a una situazione che “può avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo”.

Anche per il presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) è necessario invertire la rotta quanto prima, altrimenti “corriamo il rischio di vere e proprie epidemie di gravi patologie che invece possono essere prevenute. La riduzione delle percentuali di immunizzazioni è anche il risultato della disformazione che da troppo tempo assistiamo verso questi importanti presidi medici. Ricordiamo invece che i vaccini, oltre ad essere efficaci, sono estremamente sicuri perché sottoposti a rigidi controlli da parte delle Istituzioni sanitarie competenti”.

LuBi

autore / intelligo
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