Addio a Pressburger, voce della Mitteleuropa: una vita per la cultura

05 ottobre 2017 ore 20:34, Andrea Barcariol
E' morto oggi, all'età di 80 anni, Giorgio Pressburger, scrittore e drammaturgo. Nato da genitori ebrei a Budapest, il 21 aprile 1937, viveva da decenni a Trieste. Di origini slovacche, fu perseguitato dal nazismo, ma durante la seconda guerra mondiale riuscì a fuggire. Ha scritto opere narrative, testi teatrali, radiofonici e televisivi e lavorato come regista di spettacoli, anche cinematografici. Si trasferì in Italia nel 1956, quando con la famiglia lasciò l'Ungheria dopo l'invasione sovietica del '56.

Addio a Pressburger, voce della Mitteleuropa: una vita per la cultura
Era considerato "l'anima ebraica della narrativa triestina". Protagonista tra i più significativi nel panorama culturale non solo italiano è stato firma di prestigio del «Corriere della Sera». Tra gli incarichi istituzionali è stato direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Budapest e fondatore del Mittelfest nel 1991 e assessore al Comune di Spoleto. Nel 2014 Mauro Caputo aveva dedicato alla vita di Pressburger un film documentario intitolato Messaggio per il secolo.

PUBBLICAZIONI
Autore di diverse pubblicazioni, tra cui  "Sulla fede" (2004),  "L’orologio di Monaco"  (2003), "L’elefante verde" (2002), tutte per Einaudi, con il fratello gemello Nicola ha scritto anche, nel 2001, "Storia dell’ottavo distretto". Con "Storia umana e inumana", Pressburger si interessò di dittatori, filosofi e artisti e fu tra i finalisti del premio Strega. Era anche autore di testi teatrali, tra i quali "La partita" e "Le tre madri", regista teatrale e cinematografico, e ha collaborato con i principali quotidiani italiani. Con il libro La neve e la colpa, composto di cinque racconti, si era aggiudicato il premio Viareggio nel 1998.

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