Zika è nella prostata: rischio sperma infettato in clinica

05 settembre 2017 ore 17:00, Americo Mascarucci
Il virus Zika non sarebbe pericoloso soltanto per le donne incinta ma potrebbe anche infettare le cellule della prostata. Lo dimostrerebbe  lo studio in vitro realizzato da un gruppo di ricercatori americani guidato da Rebecca Rico-Hesse del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Infectious Diseases. Stando allo studio sarebbero molti i casi di infezione riscontrati dagli esperti. " Se il virus Zika può infettare le cellule della prostata - spiegano i ricercatori - questa è un potenziale serbatoio nel corpo e l’infezione potrebbe diffondersi per via sessuale. Un’informazione che potrebbe essere rilevante anche per le cliniche dell’infertilità che utilizzano lo sperma di donatori".
Zika è nella prostata: rischio sperma infettato in clinica

COS'E' ZIKA
Il virus Zika (ZIKV) è un virus a RNA della famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, gruppo Spondweni, specie Zika, isolato per la prima volta nel 1947 da un primate in Uganda, nella Foresta Zika, una riserva naturale vicino ad Entebbe. Negli anni 2010 si sono registrati occorrenze della malattia in tutti i continenti e dei casi isolati si sono registrati anche in Europa su soggetti che erano reduci da viaggi in zone tropicali e senza che sia documentata alcuna forma di trasmissione del virus in Europa.
Negli esseri umani provoca una malattia nota come "zika" o febbre Zika. Il virus è strettamente correlato a quelli che provocano il dengue, la febbre gialla, l'encefalite del Nilo occidentale e l'encefalite giapponese, tutti trasmessi soprattutto da punture d'insetto e pertanto definiti arbovirus.
Il virus è trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, negli ambienti equatoriali soprattutto da Aedes aegypti. Studi sui vettori implicati nella trasmissione del virus hanno permesso di isolare il virus Zika anche in alcune popolazioni di Aedes albopictus (zanzara tigre) provenienti dal Gabon.Poiché questa zanzara è divenuta assai comune anche nei climi temperati dell'emisfero boreale, come in Nord America, la penisola italiana, e altre zone del bacino mediterraneo, potrebbe in futuro rappresentare un serio rischio per l'espansione del virus anche in queste aree del pianeta. A tale proposito, tuttavia, non esistono però casi documentati di trasmissione del virus in Europa da parte di questa zanzara.

LO STUDIO
Come riporta quotidianosanità.it Rico-Hesse e colleghi hanno infettato cellule staminali mesenchimali della prostata umana e cellule epiteliali della prostata con tre tipi di virus Zika. Successivamente, hanno cercato l’Rna virale, le proteine e i virus vivi nelle cellule infettate. Dai risultati è emerso che tutti e tre i ceppi di Zika sono stati in grado di infettare le cellule studiate. Inoltre, sembrerebbe che il virus Zika preferisca replicarsi nelle cellule staminali stromali. Ulteriori analisi, infine, avrebbero evidenziato che le cellule della prostata esprimerebbero dei fattori di attaccamento che potrebbero essere utilizzati dal virus Zika e da quello della febbre Dengue per l’infezione, anche se nel caso della Dengue sarebbe stata esclusa la replicazione del virus nelle cellule analizzate. 
"I nostri risultati suggeriscono che il trattamento delle infezioni genitali potrebbe essere necessario per interrompere la trasmissione sessuale del virus – commentano i ricercatori – e dal momento che questo tipo di trasmissione potrebbe portare il virus a diffondersi al di fuori delle aree dove si trovano le zanzare vettori, questo tipo di trasmissione ha implicazioni importanti per il controllo della malattia".

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