Malattie vascolari: per l'addio ai farmaci salva-vita, il futuro è in una (sola) capsula

06 aprile 2016 ore 13:13, Americo Mascarucci
Farmaci addio, da oggi l’aterosclerosi si può combattere grazie alla robotica medica
E’ infatti  in fase sperimentale MicroVast, il progetto finanziato con 1,5 milioni di euro dalla Fondazione Pisa, per sviluppare strategie innovative per la diagnosi e terapia nel sistema vascolare, che rappresenta uno degli scenari più ambiziosi nel campo della robotica medica. 
Il progetto prevede l’utilizzo di una capsula capace di "navigare" nel flusso vascolare e di attaccare le placche aterosclerotiche che si formano nei vasi sanguigni. La capsula viene guidata "a distanza" tramite una piattaforma robotica e libera particelle magnetiche e microbolle per distruggere le placche aterosclerotiche. 
"Il sistema - ha spiegato Paolo Dario dell’istituto di Biorbotica della Scuola Sant'Anna di Pisa durante l’open day promosso dalla Fondazione per rendicontare i risultati dei progetti finanziati - si basa su un probe vascolare a locomozione magnetica, che naviga sotto visualizzazione ultrasonica e che libera particelle magnetiche e microbolle per l’attacco della placca aterosclerotica tramite ultrasuoni focalizzati e per il recupero degli eventuali frammenti tramite ancoraggio magnetico".
Fino ad oggi l’aterosclerosi si è combattuta con il ricorso ai farmaci anche perché l’insorgenza della patologia è stata spesso associata al colesterolo troppo alto. La riduzione dei livelli di colesterolo abbatte il rischio di formazione delle placche aterosclerotiche.
I fibrati e le statine sono i farmaci d'elezione per la cura del colesterolo alto, anche nel contesto o nella prevenzione dell'aterosclerosi; altrettanto utili la niacina e la somministrazione di inibitori selettivi dell'assorbimento intestinale del colesterolo, che esercitano eccellentemente la propria attività abbattendo il rischio di formazione delle placche aterosclerotiche. 
Altri tipi di farmaci sono quelli antiaggreganti piastrinici ed anticoagulanti: indicati per prevenire la formazione di placche aterosclerotiche e trombi all'interno dei vasi: le piastrine, aggregandosi, possono infatti creare un coagulo di sangue e bloccare il flusso ematico.

Malattie vascolari: per l'addio ai farmaci salva-vita, il futuro è in una (sola) capsula
Poi negli ultimi tempi aveva preso piede la terapia fisica vascolare BEMER capace di contrastare l'aterosclerosi entro limiti naturali. Mediante una stimolazione basata su segnali emessi elettromagneticamente, la terapia stimola il movimento di pompaggio dei microvasi normalizzando l'afflusso sanguigno nell'area interessata. Le cellule dell'organismo sono così meglio nutrite e possono svolgere i loro numerosi compiti, ad esempio: combattere contro malattie e dolori, guarire le ferite, rifornire il corpo di energia per le varie prestazioni fisiche e mentali o anche ripristinare la generale sensazione di benessere.
Ora, il progetto della capsula dovrebbe contribuire a sviluppare strategie innovative per diagnosticare e  curare le malattie vascolari, un metodo alternativo a quello che già si utilizza, ossia gli ultrasuoni focalizzati e l’ancoraggio magnetico che si occupa di recuperare eventuali residui di placche.

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