Ricette di Natale, i piatti tipici della tradizione romana

06 dicembre 2016 ore 10:48, Luca Lippi
A Roma la tradizione natalizia consta sia di un cenone della vigilia, e poi anche il pranzo del giorno di natale.
La specifica è importante perché per esempio al Nord si festeggia solamente con il pranzo di Natale.

Il cenone della vigilia
Brodo di arzilla
Tipico della cucina di Natale, a parte qualche variazione che è più un vezzo reso tradizionale solo perché più ‘comodo’ e veloce da cucinare, è il brodo di arzilla che nella tradizione non dovrebbe mai mancare sulle tavole romane la notte della Vigilia di Natale, con i broccoli e con la pasta, è una zuppa calda generalmente bene accolta anche dai più piccini.
Spaghetti con le vongole
Dopo aver aperto lo stomaco con il brodo di arzilla, irrinunciabile lo spaghetto con le vongole veraci. In molti sostituiscono lo spaghetto con le vongole veraci con il più veloce spaghetto col sugo di tonno, troppo spesso in scatola, ma facciamo passare la pietanza poiché molte persone lavorano e non hanno abbastanza tempo per preparare le vongole che richiedono una preparazione prima di essere messe in cottura.
Frittura
La frittura è un diktat del 24 dicembre in diverse case romane, calamari, moscardini, broccoli, carciofi e chi più ne ha più ne metta. 
Ormai nella capitale la frittura è diventato un cibo da strada, ma se fatto bene è qualcosa di eccezionale, spesso attaccato prima ancora che raggiunga la tavola imbandita.

Ricette di Natale, i piatti tipici della tradizione romana

Pranzo del 25
Stracciatella
A Roma si aprono le danze con la stracciatella: i romani lo sanno bene di cosa si parla. 
È una minestra in brodo di carne, nel quale vengono cotte delle uova sbattute condite con sale, pepe, parmigiano, noce moscata e, a piacimento, scorza di limone grattugiata. 
Fettuccine 
Quelle spesse, porose, che riempiono il palato, al ragù sempre, per chi non intende esagerare al pomodoro, ma non è festa se il sugo non è di carne, magari con le polpette. 
Costolette d'abbacchio fritte
Le costolette d'abbacchio fritte a Natale a roma si dicono ‘sò la orte sua’ (del Natale ovviamente). 
Vietato (e anche impossibile) mangiarle con coltello e forchetta, le costolette vanno rosicchiate obbligatoriamente con le mani, fa anche questo parte della tradizione romana. 
Carciofo alla romana
L'abbacchio e i carciofi si sposano alla perfezione, spesso, giacchè si usa comprare l’abbacchio a metà, spesso il macellaio aggiunge la ‘coratella’ (le interiora) che a Roma sono saltate insieme ai carciofi e, fate attenzione, non è un piatto di portata, ma una pausa fra il primo e il secondo. 
Puntarelle
Le puntarelle sono una varietà di cicoria nota con il nome di catalogna. Coltivata già duemila anni fa, si distingue dalle altre per gli steli floreali, le puntarelle appunto, che sporgendo dal cespo gli conferiscono la classica forma allungata. Condite con sale, aglio, pepe bianco, aceto di vino bianco e acciughe. Si fanno mangiare perché olòtre essere buone sono bellissime da vedere.
I dolci
Pangiallo, panpepato, mostaccioli alla romana, nocchiate, nocciate, croccante alle mandorle o i classici pandori e panettoni artigianali. E come si fa a spiegare ognuna di queste prelibatezze. Bisogna solo mangiarle.

autore / Luca Lippi
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