Depressione record, solo un italiano su tre si cura: per psichiatri "è epidemia"

06 dicembre 2016 ore 13:36, Gianfranco Librandi
In Italia sono circa quattro milioni di persone a soffrire di depressione. ma solo una su tre chiede aiuto. 
Una vera e propria ‘crisi globale’, come è stata definita da Claudio Mencacci, presidente Sip (Società italiana di Psichiatria) nell'intervento che ha svolto al XXXVII Congresso nazionale di Sifo, la Società Italiana di farmacia ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle aziende sanitarie, in corso al Mi.Co di Milano. 
"Si tratta – spiega Mencacci – di una patologia che ha assunto una dimensione epidemica: 350 milioni nel mondo, oltre 30 milioni nell’Europa a 28 Stati, e oltre 4 milioni nel nostro Paese".
Le statistiche generali dicono che un paziente su tre si cura. 
"Questo - spiega Mencacci - perché pesano ancora i sentimenti di vergogna, di stigma, di isolamento della persona stessa che soffre di depressione, e del contesto non solo dell’individuo, che tende a costruirsi un isolamento sociale, ma anche delle persone, familiari, amici che a loro volta risentono di questo atteggiamento di isolamento. La nostra azione come società scientifica è di avvicinare le persone alle cure, lanciando un messaggio: tutte le depressioni sono curabili, molte sono guaribili". 
Depressione record, solo un italiano su tre si cura: per psichiatri 'è epidemia'
Le principali ‘vittime' di questo disturbo dell'umore non sono gli anziani, ma i più giovani, uomini e donne che lavorano e che subiscono lo stress quotidiano.
 

I medici consigliano di non aver timore di chiedere un consiglio agli esperti e di non sottovalutare sintomi come tristezza, ansia, insonnia, perdita di motivazione e tendenza all'isolamento.
Nel percorso che deve attraversare il depresso un ruolo fondamentale è affidato a chi gli sta più vicino. 
"Le famiglie – dice Maria Grazia Cattaneo, presidente del XXXVII Congresso Sifo – non possono che essere attente osservatrici dei casi di depressione che si presentassero al loro interno, e promotrici, in modo tempestivo, dell’intervento medico e specialistico per la migliore diagnosi e presa in carico della persona depressa".
Interessando maggiormente persone che svolgono un lavoro i costi della depressione inoltre non si misurerebbero nell'ambito del sistema sanitario sulla base dei costi delle cure o dei farmaci, ma le conseguenze economiche riguarderebbero soprattutto le assenze sul lavoro e il calo della produttività.

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