Trovata la mummia di Nefertari: il Museo egizio di Torino ha un pezzo di Storia

06 dicembre 2016 ore 19:59, Luca Lippi
Lo spirito dell’antico e misterioso Egitto dei Faraoni non abbandona mai il treno della Storia. Da Torino riemerge la figura di Nefertari, esattamente nelle sale del Museo egizio del capoluogo piemontese.
Chi era Nefertari
È stata la grande sposa reale di Ramesse II detto il Grande, faraone della XIX dinastia. È una delle regine meglio conosciute della storia egizia, nonché una delle più potenti, con un'influenza comparabile a quella di Ahmose Nefertari, Hatshepsut, Tiy, Nefertiti e Cleopatra VII, pur non avendo regnato in modo autonomo. 
È anche nota l'educazione eccezionale che le fu impartita: era in grado di leggere e scrivere i geroglifici egizi, abilità piuttosto rara per l'epoca. Mise le sue conoscenze a servizio della diplomazia, mantenendo una corrispondenza con gli altri sovrani del suo tempo. La sua raffinatissima tomba, classificata come QV66, è tra le più grandi e spettacolari della Valle delle Regine. Inoltre Ramesse costruì un tempio per lei nel complesso monumentale di Abu Simbel, il cosiddetto "Tempio minore".
Nefertari andò in moglie a Ramesse e gli diede figli prima che questi ascendesse al trono (1279 a.C.). Generò almeno quattro principi e due principesse. Amon-her-khepshef, il primogenito, fu principe ereditario e comandante delle truppe. Pareherwenemef servì nell'esercito di suo padre. Il principe Meriatum divenne sommo sacerdote di Ra a Eliopoli. Il principe Meryre, quarto maschio, è menzionato sulla facciata del "Tempio minore" di Abu Simbel. 
Anche le due principesse Merytamon e Henuttawy, ritenute figlie di Nefertari, compaiono sulla facciata del tempio.
Tre principesse, di nome Baketmut, Nefertari (II) e Nebettawy, sono altre possibili figlie di Nefertari, per via della loro presenza sulla facciata del Tempio di Abu Simbel, benché non esistano altre prove concrete.
Nefertari morì nel 25esimo anno di regno di Ramesse, all'età di circa 40 anni, probabilmente ad Abu Simbel e fu seppellita in QV66 nella Valle delle Regine. 
Il suo posto come "grande sposa reale" fu preso da Isinofret, madre di Merenptah. Alla scoperta della tomba non seguì il contestuale ritrovamento della salma, probabilmente trafugato in epoche diverse.

Trovata la mummia di Nefertari: il Museo egizio di Torino ha un pezzo di Storia

Tuttavia, pare che stavolta la salma sia stata ‘ritorvata’ nella più grande raccolta di reperti storici dell’antico Egitto, tradizionalmente catalogati e ancora oggi in continua evoluzione cognitiva, alle cure degli esperti mondiali che fanno riferimento al museo egizio di Torino.
Identificata, dunque, la mummia di Nefertari. 
Un gruppo di archeologi internazionali coordinati dall'Universita' britannica di York, ritiene che nel museo Museo Egizio di Torino sarebbero conservate le gambe di una delle regine più celebri dell'Antico Egitto, la moglie preferita del faraone Ramses II. 
Lo studio è stato pubblicato su Plos One. 
A firmare l'articolo Raffaella Bianucci, ricercatrice della sezione di Medicina Legale dell'Università di Torino e dell'ateneo di Warwick in Gran Bretagna, l'egittologo Michael E. Habicht, che lavora per l'istituto di medicina evolutiva dell’Università di Zurigo, l'ex direttrice dell'Egizio Eleni Vassilika e altri ricercatori. 
A dare corpo all'ipotesi ci sarebbero la lunghezza delle ossa, la corrispondenza di età  (tra i 40 e i 50 anni, ndr) e il tipo di malattie emerse dalle analisi dei reperti effettuata. 
Il test del Dna però non è stato fatto perché non sono disponibili i corredi genetici di nessuno dei parenti più vicini a Nefertari: ma 14 elementi su 16 confermerebbero la sua identità.  
Le gambe della leggendaria regina egiziana sono conservate in una teca. Per identificare i suoi resti sono state fatte analisi chimiche, antropologiche, genetiche e datazione al radiocarbonio. Secondo lo studio i resti sono quelle di una donna adulta di circa 40 anni di età. 
Inoltre i materiali utilizzati per imbalsamare le gambe sono in linea con i metodi usati nella mummificazione del 13 secolo avanti Cristo.    
Alla moglie preferita del faraone Ramses II, venne dedicata una tomba splendidamente decorata nella Valle delle Regine. E anche se saccheggiata in tempi antichi, la tomba, scoperta nel 1904 dall'archeologo italiano Ernesto Schiaparelli, conteneva ancora diversi resti che furono inviati al Museo Egizio di Torino, incluse parti di un paio di gambe mummificate (tibie e femori). 
Ma lo studio per scoprire se quelle gambe potevano effettivamente rappresentare tutto ciò che restava di una delle regine più leggendarie d'Egitto è stato intrapreso solo recentemente.  

autore / Luca Lippi
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