Rottamazione cartelle, rebus per le aziende: senza Durc niente gare P.A.

06 febbraio 2017 ore 21:02, Andrea Barcariol
Rottamazione cartelle, rebus per le aziende: senza Durc niente gare P.A.
Rottamare o non rottamare le #cartelle? E' questo il quesito che si stanno ponendo molti #Comuni italiani. In ballo c'è parecchio denaro (oltre 2 miliardi di euro) visto l'elevato numero di sanzioni e interessi di mora. Per i Comuni che si avvalgono di #Equitalia la scelta è obbligata: rottamazione, per gli altri invece che avevano già individuato metodi diversi per la riscossione coattiva dando l'addio ad Equitalia, era prevista la possibilità di aderire attraverso l'approvazione, entro l'1 febbraio scorso, di una delibera del consiglio comunale. Dalle prime rilevazione c'è una netta spaccatura, con una leggerissima prevalenza di quelli che hanno deciso di non aderire alla definizione agevolata. Tra i Comuni che si sono schierati contro la rottamazione, ci sono quelli di Torino e di Bologna. "E' una decisione che abbiamo preso con convinzione - aveva dichiarato il sindaco Virginio Merola nei giorni scorsi - e crediamo in questo modo di lanciare un importante messaggio di equità per i nostri cittadini".

Intatto mentre i Comuni si dividono sul corretto atteggiamento da tenere, è emerso un buco nel decreto sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. Le imprese che chiedono di aderire dovranno aspettare fino a luglio, quando è previsto il pagamento della prima rata, per ottenere da Inps e Inail il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) che è indispensabile per partecipare a gare e appalti banditi dalla pubblica amministrazione. Non proprio un piccolo dettaglio. Conseguenze? Molte imprese saranno indotte a rinunciare alla rottamazione, preferendo la normale rateazione. “Per un mancato raccordo fra la normativa fiscale e quella previdenziale, le aziende che hanno debiti previdenziali anche di modesta entità – si legge in una nota dei professionisti – potrebbero decidere di non aderire alla sanatoria. Questo perché l’adesione alla rottamazione ad oggi blocca il rilascio alle imprese del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) da parte dell’Inps e dell’Inail e di conseguenza rende impossibile partecipare agli appalti pubblici per la fornitura di beni e servizi”.


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