Cervello dei bambini intossicato dallo smog: effetto down a scuola

06 giugno 2017 ore 18:49, Andrea Barcariol
Alti livelli di inquinamento atmosferico, possono rallentare l'attività cerebrale dei bambini. E' la teoria esposta da un team di scienziati del Centre for Research in Environmental Epidemiology di Barcellona, in uno studio pubblicato sulla rivista 'Epidemiology'. Secondo i ricercatori spagnoli, i piccoli alunni che respirano i fumi tossici che si sprigionano nel traffico sulla strada verso la scuola fanno più fatica in aula, impiegano più tempo per rispondere alle domande e hanno più difficoltà a concentrarsi.

Cervello dei bambini intossicato dallo smog: effetto down a scuola
Gli studiosi hanno anche osservato che nei giorni caratterizzati da picchi di smog, questi problemi si sono aggravati. La ricerca è stata effettuata su 2.600 alunni tra i 7 e i 10 anni, testando la loro capacità di prestare attenzione in classe e confrontando i risultati con le oscillazioni nella qualità dell'aria. Dai risultati è emerso che nei giorni in cui i fumi nocivi del traffico erano al massimo, c'è stata una marcata riduzione della capacità dei bambini di concentrarsi su compiti di problem-solving.
Le emissioni in questione, ammoniscono gli scienziati, contengono elementi "neurotossici" che possono danneggiare il cervello dei bambini. E "l'inquinamento atmosferico può avere potenziali effetti dannosi sul neurosviluppo. Il nostro studio suggerisce che lo smog da traffico potrebbe influenzare le prestazioni cognitive dei bambini in età scolastica".
Un problema quello inquinamento atmosferico sempre più al centro del dibattito politico, soprattutto dopo l'annuncio del presidente Trump di uscire dall'accordo di Parigi sul clima, per contenere gli effetti dei cambiamenti climatici, "perché va contro gli interessi dell'America". Sui problemi derivanti dall'inquinamento atmosferico recentemente si è espressa anche il Primo ministro britannico Theresa May sottolineando come sia il quarto rischio sanitario più importante dopo cancro, obesità e malattie cardiache.

STUDIO
“In Europa 467mila morti l’anno per smog e inquinamento”. E’ quanto afferma il rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016?, pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea). Nonostante la qualità dell’aria nel Vecchio continente stia migliorando, “l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute delle persone”, abbassa la qualità della vita.
Lo studio presenta una panoramica aggiornata e un’analisi per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio dell’aria ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Unione europea sono stati esposti a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. “La riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti della qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili per la salute umana e l’ambiente”, ha detto Hans Bruyninckx, a capo dell’Agenzia europea per l’ambiente con sede a Copenhagen. Sono necessari – ha aggiunto – maggiori sforzi da parte delle autorità pubbliche e delle imprese, così come dei cittadini e ricercatori

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