Terrorista Melbourne, ''per Isis e Al Qaeda''. La dubbia rivendicazione

06 giugno 2017 ore 10:53, Stefano Ursi
Terrore e morte nel quartiere di Brighton a Melbourne, in Australia, dove un uomo ha preso in ostaggio una donna, una escort fatta arrivare con una falsa richiesta di appuntamento, e ha fatto fuoco contro gli agenti, ferendone tre. Dopo un breve negoziato si è acceso un conflitto a fuoco nel quale l'uomo è rimasto ucciso; prima però è riuscito a chiamare la tv australiana Channel Seven News e a rivendicare in diretta il suo gesto ''in nome di Al Qaeda e di Isis''. Il racconto della giornalista che ha preso la chiamata fotografa il momento: ''La chiamata era molto confusa, non riuscivo a capire e stavo per riagganciare – ha detto – poi ho sentito la voce di una donna, chiaramente angosciata, che parlava molto velocemente, e poi la voce di un uomo ha detto: questo è l’ostaggio di Brighton''.

Terrorista Melbourne, ''per Isis e Al Qaeda''. La dubbia rivendicazione
da Youtube
A stretto giro di posta Isis ha rivendicato l'accaduto tramite l'agenzia Amaq: ''L’attacco a Melbourne, in Australia, è stato realizzato da un soldato dello Stato islamico in risposta agli inviti a prendere di mira gli Stati della coalizione''. La polizia australiana ha identificato l'uomo ucciso, si tratta di Yacqub Khayre, 29enne rifugiato di origine somala che era stato già processato nel 2010 con l’accusa di aver pianificato assieme ad un complice un attacco suicida ad una base militare di Sydney, accusa da cui venne assolto, mentre altre tre persone sono state condannate. Khayre, secondo quanto riportano i media australiani, era stato rilasciato sulla parola nel novembre scorso dal carcere dove era detenuto per provocato un incendio e per crimini violenti non legati all’estremismo: da allora, si apprende, era in libertà vigilata.

A destare però dei forti dubbi sulla rivendicazione di Isis sono alcuni particolari che in queste ore emergono, contestualmente alla celebrazione dell'accaduto nella galassia jihadista sul web; il primo indubbiamente la doppia rivendicazione dell'uomo, che ha fatto doppio riferimento a Isis e Al Qaeda, movimenti ormai notoriamente lontani come modalità e finalità. In secondo luogo non si riesce a comprendere se si sia trattato dell'azione di un lupo solitario o del risultato dell'attività di una rete organizzata; e la cosa non è di poco conto se nel passato dell'uomo ci sono stati legami con l'estremismo, da cui il processo del 2010. In queste ore sono in corso le indagini sui fatti e non è da escludere che si possano avere sviluppi sulla dinamica e soprattutto sul personaggio, di cui oggi si conoscono solamente questi particolari ma non quella che può essere stata la sua vita negli ultimi tempi, i suoi contatti e le sue frequentazioni, da cui potrebbero emergere dettagli importanti.

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autore / Stefano Ursi
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