I Rolling Stones "minacciano" Trump: "Non usi nostra musica". Spunta un precedente

06 maggio 2016 ore 11:50, Americo Mascarucci
Donald Trump smetta di usare le canzoni dei Rolling Stones in campagna elettorale.
E’ la richiesta che arriva direttamente dalla band britannica al magnate americano dopo che Trump si è affermato come candidato di punta del partito repubblicano per la corsa alla Casa Bianca, in seguito al ritiro del senatore Ted Cruz e del governatore dell'Ohio John Kasich. 
Come scrive Rainews "che i Rolling Stones non gradiscano essere associati a Donald Trump lo chiarisce il romanzesco precedente raccontato a Pollstar dal loro ex promoter, Michael Cohl. Era il 1989 e il gruppo stava chiudendo il tour americano di Steel Wheels. Cohl propose un evento da trasmettere in pay-per-view ma l'unico che accettò di concludere l'affare fu Donald Trump che mise a disposizione la sua Boardwalk Hall di Atlantic City per ospitare il concerto. 
La reazione della band fu subito poco amichevole e si trovò un accordo che imponeva a Trump di non associare in alcun modo la sua immagine al concerto e, addirittura, gli fu intimato di non assistere nemmeno all'esibizione. 
Trump ignorò i patti e il giorno del concerto si presentò in sala stampa. Dopo vari tentativi di cacciarlo, Cohl dovette comunicare a Keith Richards quello che stava succedendo e la risposta del chitarrista non ammise repliche, tirò fuori un coltello a serramanico e lo sbatté sul tavolo: "Che ti pago a fare! Devo andar giù io a licenziarlo?! Qualcuno deve andarsene da qui, o lui o noi".
Fin qui il racconto di Rainews.

I Rolling Stones 'minacciano' Trump: 'Non usi nostra musica'. Spunta un precedente
Tuttavia  i Rolling Stones non sono i primi ad aver chiesto a Donald Trump di non usare la propria musica a scopi politici. Anche la cantante inglese Adele, il rocker canadese Neil Young e gli ex membri dei REM si sono mossi nella stessa direzione. 
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