Spezzatino all’Italicum …

06 marzo 2014 ore 16:16, intelligo
Non c’è solo l’emendamento D’Attorre che limita il raggio d'azione della nuova legge elettorale alla sola Camera dei Deputati, in attesa della futura (e incerta visto che è nelle mani degli stessi senatori) abolizione del Senato. Nelle more del dibattito tuttora in corsa alla Camera - e concentrato in questi minuti sull’iniquità delle soglie, denunciata dai piccoli partiti, Sel, Fratelli d'Italia, Scelta Civica e Popolari per l'Italia in testa - si profila però un altro scenario. Se a Montecitorio, infatti, le armi non sembrano particolarmente affilate, al di là delle assenze e di un numero comunque non trascurabile di franchi tiratori, gli squilli di tromba e gli annunci di guerra si susseguono in vista dello “sbarco” dell'Italicum a Palazzo Madama. Fabrizio Cicchitto, ad esempio, annuncia che “la legge cambierà in Senato”. E Gianni Cuperlo rilancia: “La legge deve cambiare su sbarramento, premio, nomi bloccati, su queste cose la legge deve essere modificata”. E anche sulla cancellazione del Senato la fronda inizia a diffondersi. E la parola d'ordine sta diventando: “L'importante è che ci sia una sola fiducia e si dica basta alla navetta delle leggi”. Come dire che la partita della cancellazione della quota elettiva dei componenti di Palazzo Madama appare apertissima e non sarà facile per Matteo Renzi piantare una bandiera fondamentale sul terreno della sua annunciata campagna di rottamazione.
autore / intelligo
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