10 "comandamenti" per la manovra: minoranza dem contro deriva verdiniana

06 novembre 2015 ore 13:22, Americo Mascarucci
10 'comandamenti' per la manovra: minoranza dem contro deriva verdiniana
Li hanno ribattezzati i “dieci comandamenti” della minoranza dem, ma altro non sono che gli emendamenti proposti dalla sinistra del Pd alla Legge di stabilità.
O meglio, da quel che resta della sinistra del Pd, dal momento che negli ultimi giorni è cresciuta la pattuglia degli ex dalemiani e bersaniani che hanno lasciato il partito in polemica con il Premier. 

Ma andiamo a vedere cosa contemplano gli emendamenti in questione.

I primi tre  riguardano la Tasi che a detta della minoranza dem va tolta ai proprietari delle prime case ma a patto che non siano abitazioni di lusso. Continuando a far pagare la tassa sugli immobili di più alto valore, secondo i proponenti, si recupererebbe circa un miliardo e mezzo di euro da riutilizzare per finanziare i livelli essenziali di assistenza sanitaria (primo emendamento), per far fronte al dissesto idrogeologico (secondo emendamento) per combattere la povertà (terzo emendamento). 

Altro tema caro alla minoranza dem è la revoca dell’innalzamento a tremila euro del tetto del contante, provvedimento però che Renzi rivendica a gran voce e che ha di fatto blindato, nonostante l’ala sinistra del Pd lo consideri “un incentivo all’evasione fiscale". 


Proprio la lotta all'evasione fiscale è un altro chiodo fisso dei "compagni Pd" che ne fanno una questione di principio accusando la Manovra economica di essere poco incisiva sui questo campo. 
 Un altro emendamento propone quindi di contrastare l'evasione attraverso la Trasmissione telematica dell'Iva con l’obiettivo di recuperare risorse da investire sulle infrastrutture stradali e le scuole.

Gli altri emendamenti invece riguardano:
Le risorse per il Mezzogiorno, confermando il tetto di 8.060 euro per la decontribuzione sui lavoratori a tempo indeterminato;  la flessibilità in uscita e le norme a favore del pensionamento per le persone che assistono i malati gravi; il pubblico impiego con la richiesta di aumentare il fondo di 300 milioni previsto per il rinnovo del contratto della PA;  la tassazione delle multinazionali che producono utili in Italia, attraverso la Google tax. La proposta  sarebbe di tassare i guadagni con l'aliquota ordinaria. In alternativa sarebbe possibile introdurre una ritenuta al 26% sull'ammontare delle transazioni.

Non abbiamo lavorato stravolgendo l'impianto della manovra e per questo naturalmente ci attendiamo un confronto, che va fatto coinvolgendo tutto il partito – ha detto Gianni Cuperlo principale esponente della minoranza Dem -  Ci sono degli aspetti della Legge di Stabilità che vorremmo correggere e migliorare, accanto a cose molto positive. Tuttavia ci sono anche dei punti sui quali crediamo sia necessario intervenire per rendere più efficace l'azione del governo nel rapporto del Paese e in termini di equità, che deve essere un tratto fondante del Pd".

E Roberto Speranza aggiunge: “La legge di stabilità va corretta perché non può essere quella del "Partito della nazione . Noi ci batteremo fino in fondo perché il Pd resti il grande partito del centrosinistra nel nostro Paese”. 

I Dem di sinistra vedono forse l'ombra di Verdini dietro la Manovra? E' molto probabile se proprio Speranza arriva a definirla "La Legge di stabilità del partito della Nazione" quasi a voler sottolineare la perfetta continuità fra la manovra economica e i progetti politici di Renzi interessato ad andare oltre il Pd per diventare il punto di riferimento di tutti i moderati, compresi quelli di centrodestra. 

E intanto dall'opposizione arriva un inaspettato sostegno da parte del leader della Lega Nord Matteo Salvini all'indirizzo di Renzi: "Cosa approvo di Renzi? Il fatto che voglia togliere la tassa sulla prima casa come avevamo fatto noi e che abbia innalzato il tetto dell'uso del contante". 

Un favore a Renzi? No, un'arma in più agli oppositori interni del Pd per dimostrare che la manovra è "da buttare". 
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