Come fa dimagrire il tè nero: batteri "addomesticati" e super-metabolismo

06 ottobre 2017 ore 11:04, Luca Lippi
Le proprietà benefiche del tè sembrano infinite. il tè nero si contende con quello verde caratteristiche benefiche, soprattutto per quanto concerne l’infinito desiderio di perdita di peso da parte delle persone. Pare che l’azione benefica risieda nella sua capacità di ‘addomesticare’ i batteri intestinali. In sostanza ne modifica i vomportamenti facendo innescare un meccanismo di accelerazione del metabolismo, necessario e sufficiente per aumentare la perdita di peso in regime di dieta bilanciata. Questa scoperta è il frutto di una ricerca della University of California Los Angeles, pubblicata su  European Journal of Nutrition.
Come fa dimagrire il tè nero: batteri 'addomesticati' e super-metabolismo

A detta degli esperti che hanno partecipato allo studio, sia il tè nero che quello verde sollecitano i batteri intestinali a prediligere l’associazione alla massa  del corpo togliendo energie e presenza ai batteri legati alla massa grassa. Questo meccanismo contrasta l’insorgenza del fenomeno dell'obesità e modificano il metabolismo.
Riguardo la modifica (accelerazione) del metabolismo, il tè verde che contiene polifenoli, sostanze note per la loro azione positiva sulla salute, vengono assorbiti, mentre nel tè nero sono troppo grandi perché ciò accada, perciò avviene un meccanismo che stimola la crescita di batteri intestinali e la formazione di acidi grassi a catena corta, legati al metabolismo dell'energia.
Ha spiegato la ricercatrice a capo del gruppo di studio, Susanne Henning: "I risultati suggeriscono che il tè verde e quello nero sono prebiotici, cioè sostanze che inducono la crescita di microrganismi buoni che contribuiscono al benessere". 
L’esperimento è stato sostenuto con l’ausilio di quattro gruppi di topi che hanno ricevuto diete diverse, a due delle quali, con molti zuccheri e grassi, sono stati aggiunti estratti di tè verde o nero. Dopo quattro settimane il peso dei topi che avevano assunto estratti dei due tè risultava diminuito come quello di altri che avevano assunto pochi grassi e vi erano nell'intestino più batteri legati alla massa magra. In particolare, col tè nero aumentava la presenza di un batterio delle Lachnospiraceae, Pseudobutyrivibrio.

Da Repubblica che ha commentato il risultato dello studio, si legge che il risultato è interessante, ma è il caso di inserire litri di questa bevanda nella propria dieta. Il quotidiano ha riportato la dichiarazione di Andrea Ghiselli, presidente della Società italiana di scienza dell'alimentazione (Sisa):  "Come spesso accade, i lavori della letteratura scientifica non sempre sono applicabili alla popolazione e soprattutto non è corretto applicarli tout court. In questo studio è stato  usato tè nero e tè verde non perché siano alimenti particolari, ma per il fatto di avere tantissimo polifenoli, facilmente ottenibili. Tutti i prodotti vegetali, dal rosmarino, al broccolo, dal cioccolato all'uva sono ricchi di polifenoli e la modulazione della flora batterica intestinale da parte dei polifenoli è uno dei meccanismi che spiegano l'effetto dimagrante dei prodotti vegetali, oltre ovviamente al fatto che costituiscono un freno all’apporto calorico".

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autore / Luca Lippi
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