Crisi Catalogna: Madrid apre a banche e imprese in fuga

06 ottobre 2017 ore 17:54, Luca Lippi
Il piano B per contrastare la scissione della Catalogna dal resto del Paese è già pronto. Tralasciando, al momento le ripercussioni di carattere politico. Dopo la dichiarazione di indipendenza chiesta ai catalani attraverso l’esercizio di una consultazione anticostituzionale e palesemente vietata, e per tempo, dal governo centrale, ora a muoversi è lo scacchiere economico e industriale. La scissione della Spagna sarebbe qualcosa di devastante, tuttavia tutto è possibile. Le posizioni del parlamento catalano si sarebbero ammorbidite. Ora non si parla più di referendum ma di trattativa. Alle minacce del governo spagnolo Puigdemont ha risposto con un richiamo a toni meno minacciosi.
Crisi Catalogna: Madrid apre a banche e imprese in fuga
In concreto, però c’è la questione di un tessuto sociale ed economico catalano che non condivide gli ideali degli scissionisti. Inoltre le banche e le aziende in generale fanno una valutazione economica degli eventuali danni senza entrare nell’agone politico.
A tale proposito questa mattina il governo centrale ha approvato un decreto che agevola il trasferimento delle sedi sociali delle imprese dalla Catalogna alla Spagna: lo ha annunciato il ministro dell’Economia Luis de Guindos. Il decreto è diretta conseguenza di quanto ribadito dalla Ue che si era espressa nei giorni appena dopo il referendum sull’impossibilità della Catalogna di rimanere nella Ue dopo una secessione. 

LE BANCHE
Giovedì il Banco Sabadell ha confermato di aver già spostato la sede sociale ad Alicante e CaixaBank ha dichiarato che il Cda valuterà il trasloco da Barcellona. Ovviamente le istituzioni creditizie sono le prime a dover prendere le distanze anche perché particolarmente sensibili a ogni mutazione. Con l’uscita non programmata dalla Ue i primi a farne le spese sono gli ndustriali che a caduta andrebbero a criticizzare immediatamente le posizioni creditizie in essere presso le banche creditrici. Il danno improvviso e immediato al sistema sarebbe devastante. Le banche non producono nulla, il loro reddito emerge esclusivamente dall’impiego di denaro. Ogni ripercussione sarebbe fulminea.

LE IMPRESE 
Anche per quanto riguarda le imprese, allo scopo di non rimanere ingabbiate dietro una chiusura improvvisa dei canali commerciali, si fa urgente provvedere a trasferire le sedi operative fuori dall’area geografica potenzialmente in pericolo di isolamento. A tale proposito stamattina El Pais ha dato notizia che la multinazionale Gas Natural Fenosa ha convocato un consiglio d'amministrazione straordinario per discutere il trasferimento della sede legale fuori dalla Catalogna. Il governo dunque ha deciso di agevolare i trasferimenti di tutte le aziende con un decreto che allenta la prassi burocratica di trasferimento delle sedi operative delle aziende che ritengono urgente abbandonare il territorio catalano.

L'ALLARME DEL FMI
Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato l’allarme: secondo l’esperto economista del Fmi di istanza in Spagna, Andrea Shaechter, se la crisi con Madrid perdurerà, i rischi sono seri. Ha dichiarato l’economista: "Le prospettive attuali per il Paese sono positive. Ma nel caso in cui si prolungassero, le tensioni politiche in Catalogna potrebbero minare la fiducia negli investimenti e nei consumi". 

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