"Grasso che cola" su Vespa per Riina Junior: in Rai da settembre sarà "rivoluzione contenuti"

07 aprile 2016 ore 20:17, Americo Mascarucci
"Io penso che il servizio pubblico non debba avere limiti all'informazione, ma debba imporre un diverso grado di responsabilità e di serietà. Non si può banalizzare la mafia, non si ci si deve prestare a operazioni commerciali e culturali di questo tipo, e una puntata riparatoria non giustifica, anzi sembra mettere sullo stesso piano il punto di vista della mafia e quello dello Stato". 
Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo alla Luiss in merito all'intervista di Salvo Riina a Porta a Porta. Non si placano le polemiche intorno al programma di Bruno Vespa accusato di aver fatto da cassa di risonanza ad una operazione mediatica intervistando il figlio di Riina, che sta promuovendo le vendite del suo libro. Il quale da par suo non è sembrato mostrare alcun pentimento per ciò che il padre ha fatto, né ha inteso condannare la mafia. 
"Anche se il conduttore dice di aver incalzato con le domande, non è riuscito ad ottenere risposte che non fossero quelle prevedibili di un mafioso figlio di un mafioso, portatore di un codice di omertà che ha dato un'eccezionale prova di forza, difendendo strenuamente gli aspetti umani di quel padre che è e deve passare alla storia come un mostro sanguinario" – ha aggiunto Grasso che poi ha lamentato: 
"Ha detto che la mafia può essere tutto e niente e che è assurdo che i pentiti non vadano in carcere. Parole vecchie di 30 o 40 anni. Che contributo hanno dato per conoscere il fenomeno mafioso? Meritavano davvero la ribalta della rete principale del servizio pubblico?".
'Grasso che cola' su Vespa per Riina Junior: in Rai da settembre sarà 'rivoluzione contenuti'
Poi Grasso ricorda: "Quando sono andato alla Rai la liberatoria me l'hanno fatta firmare sempre prima, anche quando abbiamo fatto delle registrazioni. Ho sentito che lui ha firmato dopo aver visto il filmato, segno del grande rispetto anche da parte della Rai... forse lui aveva timore che gli fosse sfuggito qualcosa di compromettente...".

 "Riina jr è stato reticente e omertoso, ha raccontato menzogne e ha mandato messaggi pericolosi e inquietanti senza essere contrastato dal conduttore», gli fa eco Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, durante l'audizione dei vertici Rai, la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto.
"Quell'intervista - ha proseguito - ha prestato il fianco al negazionismo e al riduzionismo del fenomeno mafia, e non sappiamo se quelle parole siano indirizzate ai clan o anche minacce verso i pentiti". 

Il direttore generale Campo dall'Orto ha però replicato:"La decisione di trasmettere la puntata con l'intervista al figlio di Riina è stata delicata. La puntata successiva odierna non è riparatoria ma di approfondimento. La Rai è il motore quotidiano di messaggi di legalità". E ha concluso con un annuncio: "Dal primo settembre bisognerà riuscire ad avere una supervisione che lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano".
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