Vaccini, dubbi su difterite frenano sentenza al Tar che chiama il Ministero

07 aprile 2017 ore 16:22, Americo Mascarucci
Sull'obbligatorietà dei vaccini per l'iscrizione ai nidi, il Tar dell'Emilia Romagna ha rinviato il pronunciamento sui ricorsi in attesa di ottenere chiarimenti dal Ministero della Salute su alcuni aspetti controversi. Se ne riparlerà il 13 giugno quando i giudici, ottenuti forse i chiarimenti richiesti, dovrebbero entrare nel merito della questione. 
I giudici del Tar con un'ordinanza hanno chiesto al Ministero di inviare i documenti richiesti entro 45 giorni  motivando la decisione con la delicatezza del caso e la necessità di prendere decisioni più ponderate possibili su una questione che si presenta molto complessa. 
Due i punti che i giudici amministrativi vogliono chiarire: Perché non è reperibile in dosi separate il vaccino antidifterite? Chi, per legge, è tenuto ad assicurarne l'effettiva disponibilità? 
Vaccini, dubbi su difterite frenano sentenza al Tar che chiama il Ministero

I RICORSI
L'ordinanza dei giudici, in particolare, è su due ricorsi ora riuniti, il primo presentato da una ventina di famiglie di Rimini contro la delibera del Comune romagnolo che recepisce la legge regionale sull'obbligo dei vaccini per l'iscrizione ai nidi, il secondo, del Codacons, contro la delibera attuativa della giunta della Regione. In questo ricorso, in particolare, si faceva notare che l’obbligo vaccinale "non risulta attuabile per indisponibilità di uno dei quattro vaccini obbligatori, ovvero del vaccino antidifterico". 
Da qui quindi le richieste di chiarimento al Ministero ma anche all'Istituto Superiore di Sanità, alle regioni e all'Aifa. Pertanto, prima di decidere, chiedono "una dettagliata e documentata relazione di chiarimenti, sui contenziosi in oggetto, da parte del Ministero della Salute", a cui danno come tempo 45 giorni per depositare una serie di documenti, chiedendo innanzitutto di chiarire gli ambiti di competenza di ciascuna delle diverse autorità in materia: Ministero della Salute; Istituto superiore di Sanità; regioni e Aifa. 
I giudici hanno inoltre richiesto le note e le circolari citate dai ricorrenti relativi alla non disponibilità del singolo vaccino antidifterite. 

LE REAZIONI
Per i ricorrenti si tratta già di un primo risultato positivo dal momento che il rischio concreto sembrava quello di veder rigettato il ricorso. Il fatto che il Tar abbia invece richiesto chiarimenti starebbe a dimostrare la volontà di approfondire la questione senza dare nulla per scontato.
"Si tratta di una importantissima vittoria – ha detto Luca Ventaloro, legale del Comilva che sostiene il gruppo dei ricorrenti - perché i giudici non hanno rigettato le tesi sull’impossibilità di vaccinare i bambini a causa della indisponibilità del vaccino anti-difterico, ma anzi hanno deciso di andare a fondo e vederci chiaro su tale aspetto. Ora il Ministero della salute, Aifa e industria farmaceutica dovranno tirare fuori i vaccini singoli perché l’attuale situazione di incertezza e impossibilità di vaccinarsi con i soli 4 vaccini obbligatori per legge potrebbero rispondere a logiche speculative che vanno ad unico vantaggio delle case farmaceutiche. Ora nessun bambino non vaccinato, fino a decisione definitiva della giustizia, potrà essere rifiutato da scuole e asili".

caricamento in corso...
caricamento in corso...