Etna: fumo, cenere, spettacolo e danni. La Coldiretti tira le somme

07 dicembre 2015 ore 16:34, Micaela Del Monte
Etna: fumo, cenere, spettacolo e danni. La Coldiretti tira le somme
Dopo lo spettacolo dell'eruzione al tramonto e le immagini mozzafiato che l'Etna ci ha regalato in questi giorni sembra che finalmente l'energia stia calando tanto che il livello di allerta è sceso a 'attenzione'.

Nonostante questo però c'è ancora attività nei crateri sommitali, in particolare alla Voragine, ma è in netto calo anche l'emissione di cenere, che al momento è blanda. I venti spingono la colonna verso nord, in direzione della costa Tirrenica della Sicilia. Insomma, sembrerebbe proprio che il fenomeno si stia placando se non fosse che nella giornata di oggi si sono verificate diverse frane 
di materiale instabile sul fianco del cono (materiale vecchio misto con frammenti di lava calda), trasformandosi in valanghe ardenti, in particolare alle ore 06:12 e alle 06:57, che hanno percorso poche centinaia di metri in direzione della desertica Valle del Bove. Nel mare delle Eolie invece l'Ingv ha registrato alle 2,43 una scossa di magnitudo di 2.3, ad una profondità di 8 chilometri. La scossa non è stata avvertita dagli abitanti. 

Ma intanto nella provincia di Catania e in tutte le zone ioniche dove la cenere si è depositata è partita la conta dei danni, specie nel settore agricolo. La Coldiretti chiede di accertare le condizioni per lo stato di calamità in Calabria: "Non solo difficoltà al traffico aereo. La cenere lavica dell'Etna è caduta copiosa sulle piante di agrumi nella piana di Rosarno-Gioia Tauro - ha scritto la Coldiretti - compromettendo la raccolta dei pregiati frutti". Dai primi sopralluoghi svolti dai tecnici e imprenditori della Coldiretti "la cenere ha creato due tipologie di problemi: su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione mentre su altri sono stati bruciati i frutti mentre erano già maturi, che presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato". "E' evidente - ha concluso la Coldiretti - che tale situazione sta creando anche problemi di competitività agli agrumi, che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio". La Coldiretti ha ricordato che "l'infausto evento calamitoso non è assicurabile e quindi è necessario predisporre tutti gli atti idonei affinché possa essere riconosciuta la calamità".

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