L'antidroga a Frosinone con 350 uomini elicotteri e cani: 50 arresti

07 dicembre 2016 ore 19:55, Luca Lippi
Scoperta e stroncata un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti  a Frosinone. Impegnati 350 uomini fra polizia e carabinieri, unità cinofile antidroga ed elicotteri, sono state necessarie per smantellare un’organizzazione  che aveva la sua base all’interno di un noto complesso di edilizia residenziale noto come  ‘casermone’. 
Sono 50 le perone arrestate a seguito dell’operazione, denominata ‘Fireworks‘, nome derivato dall’uso dell’organizzazione di ‘notificare’ la disponibilità dello stupefacente attraverso l’accensione dei fuochi pirotecnici, visibili a distanza. 
Secondo le prime notizie giunte dagli investigatori, il gruppo criminale aveva realizzato un vero e proprio punto vendita all’interno di una delle scale di salita ai piani alti, blindandone il portone d’ingresso e vietando l’accesso ai “non addetti” alle cessioni della droga. Il ‘casermone’ era corredato di vedette umane pronte a dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine, gridando frasi convenzionali: “Carmela” (per indicare l’arrivo della polizia) e “Nerone” (per indicare l’arrivo dei carabinieri). Altri appartenenti alla banda avevano il compito di “accogliere” gli acquirenti, per indirizzarli verso il punto vendita, conosciuto da tutti come “finestrella”; questo perché lo scambio droga/soldi avveniva attraverso una fessura, realizzata nel vetro blindato di una piccola finestra.

L'antidroga a Frosinone con 350 uomini elicotteri e cani: 50 arresti

Era una vera e propria ‘catena di montaggio’ all’interno di una vera e propria ‘officina della droga’. Vi erano dei “capi turno” addetti a sovrintendere alla piazza di spaccio e altre persone incaricate di custodire lo stupefacente e preparare le dosi per la vendita. “Il supermarket della droga era aperto 24 ore al giorno, ogni giorno della settimana, scanditi in veri e propri turni lavorativi permettendo di realizzare guadagni che raggiungevano anche cifre di 40 mila euro al giorno“.
Durante le varie perquisizioni dei poliziotti sono stati sequestrati diversi “fogli di servizio”, con la programmazione dei turni settimanali, le sigle indicanti i ruoli e compiti ed i nomi dei complici incaricati di svolgere le mansioni programmate. Il ruolo operativo più delicato era riservato a chi si posizionava dietro il portone blindato, come addetto alle compravendite e che custodiva la “cassa” giornaliera.
Questa consisteva in un borsello con all’interno le dosi di cocaina, hashish e marijuana pronte per lo spaccio, i soldi frutto delle cessioni e la contabilità delle vendite. 
La banda osservava regole scritte: in caso di violazione scattavano sanzioni disciplinari, che andavano dalle semplici multe, con decurtazione dello “stipendio”, alla sospensione temporanea dal “servizio”, fino alla sanzione più grave consistente nell’espulsione.
In pratica mancava solo un’organizzazione sindacale.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...