Svolta Equitalia: cosa non cambia e quindi non peggiora

07 giugno 2017 ore 16:31, Luca Lippi
Passaggio di consegne da Equitalia alla nuova Agenzia Entrate - Riscossione; tutto cambia per non cambiare niente, nei fatti questo è, niente di più. Per tutti quei contribuenti che all’epoca del ‘lancio’ dell’ex presidente del consiglio, era il 18 ottobre 2016 e Renzi annunciava così: “Equitalia era simbolo di approccio vessatorio. La chiudiamo come detto un anno fa. Pagare meno, pagare tutti", più di qualche contribuente, preso dall'euforia dalla tanto annunciata chiusura di Equitalia (il cui funerale sarà celebrato il 1°luglio 2017), ha gioito. Non c’è alcun motivo per festeggiare e neanche per essere tristi.
Piuttosto sarebbe stato utile, e chi può ha ancora qualche giorno di tempo, verificare quanto prima eventuali posizioni debitorie presso gli uffici della moribonda Equitalia.
Nei fatti, le cartelle esattoriali e, in genere, tutte le iscrizioni a ruolo e i procedimenti in corso non spariranno nel nulla: alla loro gestione ci penserà la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico che avrà dei poteri senza dubbio maggiori e più penetranti di Equitalia.
Svolta Equitalia: cosa non cambia e quindi non peggiora
Questo è il tasto dolente dell'intera operazione – cerchiamo di essere più chiari possibile; i maggiori poteri del nuovo ente riscossore rispetto ad Equitalia derivano dal fatto che prima Equitalia era solamente il ‘braccio operativo’ di Agenzia Entrate, da luglio la riscossione entra di fatto direttamente nei poteri di Agenzia Entrate ed eredita i poteri di cui prima era priva.
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà la possibilità di accedere direttamente sui conti dei contribuenti così come Agenzia delle Entrate sin dal 2006. In altri termini, qualora il contribuente, nonostante la notifica di un avviso di accertamento esecutivo o di una cartella di pagamento decidesse di non versare le somme intimate, il nuovo organismo potrà acquisire con estrema facilità tutte le informazioni necessarie per procedere in via cautelare o esecutiva nei confronti del debitore (reperire informazioni relative ai conti bancari o postali, ai rapporti di lavoro ecc.).

Cosa può fare il contribuente per ‘prevenire’ - Al fine di prevenire le più incisive azioni di riscossione da parte del nuovo ente, il contribuente ha la possibilità di verificare la propria situazione debitoria presso gli attuali sportelli di Equitalia, chiedendo copia degli estratti di ruolo e delle relate di notifica delle cartelle di pagamento (per le notifiche degli avvisi di addebito Inps o degli avvisi di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate bisognerà rivolgersi ai predetti enti impositori).
Solo attraverso un attento esame della predetta documentazione con l’ausilio di un professionista, si potrà valutare la possibilità di ricorrere in sede giudiziaria per l'annullamento delle iscrizioni a ruolo. Non è un caso raro che le notifiche degli atti esecutivi avvengano in violazione delle norme di legge.

Da quando sono accessibili i dati di tutti i conti correnti? Agenzia Entrate ha accesso ai dati personali dei cittadini dal 2000 (Min. Finanze, dm del 16.11.2000) e successivamente ha il potere di accedere direttamente con Dl n. 223/2006, privilegio che da luglio si estende automaticamente anche a Agenzia Entrate – Riscossione. I dati vengono conservati fino al 31 dicembre del sesto anno successivo a quello in cui è avvenuta l’operazione. Dopodiché c’è l’automatica cancellazione.

Ma allora che cosa cambia realmente? Qualche novità c’è. Grazie al nuovo decreto fiscale (Dl n. 193/16), il nuovo Agente della riscossione potrà accedere alle banche dati telematiche (cui già accede l’Agenzia delle Entrate e che, sino ad oggi, sono state interdette ad Equitalia) per investigare sui beni del debitore da pignorare. Si pensi alla consistenza del conto corrente e alla relativa banca di appoggio o alla presenza di redditi di lavoro dipendente o da pensione. È questa l’unica vera – e grande – novità che parte da luglio. In sostanza, quelli che erano i poteri esclusivamente di Agenzia Entrate diventano anche di Agenzia Entrate – Riscossione. In favore del contribuente c'è solamente un risparmio in termini economici dell'aggio di riscossione che prima Equitalia (di fatto Ente privato) percepiva come compenso sulle somme da risquotere. In sostanza Equitalia non è altro che una società di recupero crediti, e su questo guadagna fino a luglio 2017.

In conclusione - La procedura di pignoramento diretto c'è sempre stata, la novità è che le consegne passano da Equitalia a Agenzia delle Entrate Riscossione (cioè la nuova equitalia). La legge sulla riscossione è piuttosto chiara, il fisco, o meglio l’Agente della riscossione, ha sempre potuto pignorare il conto corrente del contribuente (mediante la procedura speciale della riscossione esattoriale ‘presso terzi’) senza bisogno dell’udienza davanti al giudice dell’esecuzione. Proceduralmente la Norma prevede una lettera inviata non prima di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento e non oltre un anno (se decorre l’anno è necessaria la notifica di una nuova diffida, detta «intimazione di pagamento»). Detta comunicazione integra l’atto di pignoramento vero e proprio e viene indirizzata sia alla banca che al debitore; con essa Equitalia comunica che il conto è pignorato e dà 60 giorni di tempo per versare il dovuto o chiedere la rateazione (in quest’ultimo caso, il pignoramento cessa con la dimostrazione del versamento della prima rata).


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autore / Luca Lippi
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