Che fine ha fatto Franco Zeffirelli?

07 marzo 2016 ore 16:38, intelligo
di Anna Paratore

Su se stesso ha scritto un’autobiografia da 500 pagine che vi consigliamo assolutamente tanto è varia e interessante… Qui sarebbe fuori luogo cercare di condensare la vita del maestro Franco Zeffirelli, di elencare le sue tante e conosciute opere.
 
Che fine ha fatto Franco Zeffirelli?
Possiamo però raccontarvi alcuni aneddoti sulla sua infanzia difficile e su come, volendo, ci si può affrancare anche dal destino avverso. Non deve essere stato facile nascere agli inizi del secolo scorso senza un padre e senza un nome. Il perbenismo di allora, le regole dei bigotti, non lasciavano intravvedere un buon futuro per un bambino che non potesse vantare solidi natali. Eppure c’è stato anche chi in barba a tutto questo, pur iniziando con il peso di tanti stenti, ha ottenuto un futuro luminoso, bello e invidiabile. Fortunato? Sicuramente la fortuna serve, ma non solo quella, senza la forza di volontà, la determinazione, il talento e anche un atteggiamento positivo nei confronti del mondo, sarebbe stato proprio difficile vivere una vita come quella del maestro Franco Zeffirelli. Siamo a Firenze, nel 1923, un periodo di depressione per l’Italia, che ha visto le giuste aspirazioni dei reduci della Grande Guerra andare miseramente deluse, e la folla dei poveri e dei reietti aumentare. 

Il fascismo è alle porte, avviato al trionfo dalla ben riuscita Marcia su Roma un anno prima e dallo scontento generale. Il Paese bolle di tensioni quando viene al mondo quello che all’epoca si definiva sommariamente “bastardino”. Gian Franco Corsi Zeffirelli all’anagrafe, ma meglio noto semplicemente come Franco Zeffirelli, viene alla luce il 12 di gennaio. Suo padre, Ottorino Corsi, un ricco commerciante di stoffe, si rifiuta di riconoscerlo e lo farà solo quando la sua legittima moglie verrà a mancare. Di lui, in un’intervista, Zeffirelli ha detto: “Mio padre mi ha sempre fatto un po’ paura. Aveva più amanti che capelli in testa, è rimasto per tutta la vita un gran puttaniere. Devo avere chissà quanti fratelli sparsi nel mondo”. Di sua madre, Adelaide Garosi, ha dolci ricordi, come quando la donna si inventò per il figlio il cognome Zeffirelli. Quando a 19 anni suo padre lo riconobbe ed arrivò il cognome Corsi, Franco provò più fastidio che soddisfazione a doverlo sostituire nei documenti ufficiali come prevedeva la legge. Solo in seguito, riuscì a rimettere nei documenti quel nome che amava facendolo inserire con la dicitura “in arte Zeffirelli”, riuscendo così lui, nato NN, a poter vantare più di un cognome. Eppure, malgrado tutte le difficoltà, fin da subito si capisce che Franco ha qualcosa in più oltre alla bellezza angelica che i capelli biondissimi, gli occhi cerulei e i lineamenti delicati e regolari gli conferiscono. Franco ha la forza disperata di chi cresciuto tra poco amore riesce ad adottare se stesso pur di farcela, pur di concretizzare i propri sogni, senza mai piangersi addosso, ma con un positivismo che lo sorreggerà anche nelle prove peggiori che sempre arrivano nella vita di chiunque. Probabilmente, deve la sua forza d’animo proprio alla madre, che per amore diede scandalo tenendo testa a un’intera città. Lei sposata, madre di tre figlie grandi, incinta di un altro uomo, a seguire col pancione il feretro del marito morto dopo anni di sanatorio. Poi, per quel figlio illegittimo perderà il lavoro e senza aiuti si trasferirà a Milano presso la figlia maggiore Adriana. Ma era molto malata, racconta Zeffirelli, e morì dopo pochi mesi, nel 1929, quando lui aveva solo 6 anni. Per un po’ sua sorella lo tenne con sé ma il marito di lei non gradiva, così il ragazzino venne rispedito a Firenze. Un figlio di NN senza padre e senza madre, ma c’è che quel “figlio del peccato” diventerà senz’altro il più illustre fra i 500.000 bambini passati attraverso l’Istituto Innocenti di Firenze, luogo da secoli demandato all’assistenza all’infanzia abbandonata. L’arte, la cultura, il bello saranno la colonna sonora della sua vita. Le donne saranno importantissime per lui, sebbene Franco Zeffirelli sia omosessuale dichiarato da sempre, senza ambiguità, senza mezze misure ma anche senza la necessità di scimmiottare quelle amiche, compagne, muse ispiratrici che riempiranno i suoi giorni insieme ai suoi amori, primo tra tutti quello lungo e tormentato per Luchino Visconti che gli aprì le porte del bel mondo, e che l’aiuterà a scoprire dentro di sé quel meraviglioso gusto estetico che pervade ogni sua opera e che è quel marchio di fabbrica che si riscontra sia nelle pellicole cinematografiche che nelle messe in scena delle opere liriche che gli varranno l’apprezzamento anche dei più esigenti melomani. Le sue amiche si chiamano Coco Chanel, Maria Callas, Elisabeth Taylor, Montserrat Caballè. Oggi, ormai molto anziano e con la salute malandata – ha subito un ricovero per problemi cardiaci gravi lo scorso dicembre – Zeffirelli vive nella villa sull’Appia Antica, a Roma, dove ha trascorso tutta la sua vita. Intorno a lui non solo i ricordi, ma una vera e propria corte di amici che non l’abbandonano mai ,e i due figli adottivi, Pino e Luciano che lo proteggono con il loro affetto. Se all’alba della sua vita il Maestro ha patito la mancanza dell’amore, ora, al crepuscolo ne è circondato. Un altro dei suoi grandi successi fortemente voluti…
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...