Salone del libro off limits all’Arabia Saudita. Regime? “Non interferite”

07 ottobre 2015, intelligo
Salone del libro off limits all’Arabia Saudita. Regime? “Non interferite”
Arabia Saudita fuori dal Salone del Libro di Torino. Lo hanno deciso oggi i vertici della kermesse per l’edizione 2016. Se le porte restano chiuse all’Arabia Saudita, si apriranno invece alla letteratura araba con la presenza di alcuni autori provenienti dal Paese mediorientale. 

La decisione è stata assunta dopo la notizia della condanna a morte del ventenne Mohammed al-Nimr. Ma l’Arabia Saudita non è rimasta in silenzio e in una nota l’ambasciatore saudita Rayed Khalind replica sollecitando “gli amici italiani” a “non interferire” negli affari interni al Paese mediorientale. Il ventenne sulla cui testa pende la condanna a morte è ritenuto colpevole dalle autorità saudite di aver partecipato a una manifestazione anti-regime. 

In una lettera l’ambasciatore saudita chiede a “chi mostra interesse per i diritti umani” di “approfondire la conoscenza dei casi particolari”, citando esplicitamente la vicenda di Mohammed al-Nimr. Non solo, Rayed Khalid considera “spiacevole e sorprendente che tali relazioni in forte sviluppo siano oggetto di attacco da parte di alcuni individui male informati”. La motivazione della scelta di escludere l’Arabia Saudita dalla kermesse torinese sta in una nota della Fondazione Salone del Libro di Torino e recita così: “No alla cultura di regime”.

Se ad alcuni la decisione assunta dai vertici della manifestazione è suonata come una censura, in molti sulla Rete ne condividono le ragioni racchiuse in un interrogativo. “Siamo sicuri che sia una scelta sbagliata?”.

LuBi

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