Russiagate scorre su Facebook con 500 fake-name anti-Clinton

07 settembre 2017 ore 15:03, Americo Mascarucci
Facebook avrebbe rilevato una serie di spese sospette effettuate da una rete di pagine e profili falsi per fare propaganda e interferire indirettamente nelle elezioni presidenziali Usa del 2016. Questi account, ora disattivati, erano riconducibili all’Agenzia per la ricerca su Internet, un’organizzazione che ha stretti legami con il governo russo ed è nota per le sue campagne online e le attività dei suoi troll. E' quanto emerso da un'indagine interna voluta dal gruppo guidato da Mark Zuckerberg, che ha chiuso gli account in violazione dei suoi termini d'uso.
Russiagate scorre su Facebook con 500 fake-name anti-Clinton

LA NOTA DI FB
In un post, il capo della sicurezza di Facebook, Alex Stamos, ha spiegato che sulle inserzioni per complessivi 100.000 dollari, circa 50.000 dollari erano diretti specificamente a influenzare le elezioni presidenziali del 2016 con 2.200 pubblicità sulle 3.000 fatte in un arco di tempo andato dal giugno 2015 al maggio 2017. Facebook non ha reso pubbliche altre informazioni sui 470 account fasulli: non è dato sapere quante persone abbiano visto i loro annunci, sulla base di quali criteri siano state selezionate né che cosa ci fosse scritto di preciso. Nelle sue analisi, Facebook ha inoltre identificato altri 2.200 contenuti sponsorizzati – costati 50mila dollari – per i quali è più difficile trovare un legame certo con la Russia.
Si sa che furono acquistati attraverso computer che risultavano essere negli Stati Uniti: non si può escludere che i collegamenti avvenissero comunque dalla Russia e che la loro provenienza fosse mascherata per apparire dagli Stati Uniti. Tra i messaggi promossi su Facebook non sono mancati post in cui venivano menzionati direttamente Trump e Clinton anche se la maggioranza si concentrava su argomenti quali il diritto di girare armati negli Usa, la paura degli immigrati, i diritti dei gay e le discriminazioni razziali.
alcuni esperti di sicurezza di Facebook hanno aggiornato i membri delle commissioni di intelligence di Camera e Senato del Congresso, che da mesi sono impegnate nelle indagini sulle interferenze nella campagna elettorale da parte della Russia. Stamos ha confermato di avere fornito informazioni e di avere collaborato con Robert Mueller, il procuratore speciale che sta portando avanti una delle inchieste più delicate sul cosiddetto “Russiagate” che coinvolge direttamente il presidente Donald Trump.

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