Grasso Vs Cassazione su Riina: "Malato ma spietato, meglio al 41 bis"

08 giugno 2017 ore 20:20, Americo Mascarucci
Il presidente del Senato Pietro Grasso poteva anche essere ucciso al pari di Falcone e Bersellino se Totà Riina non fosse stato arrestato in tempo. Lo rivela lui stesso ai microfoni di Radio 24 esprimendosi contro l’ipotesi che al boss di Cosa Nostra possa venire revocato il 41 bis, il regime di carcere duro. 

L'ATTENTATO FALLITO - In riferimento alla decisione della Cassazione che ha riconosciuto a Riina il diritto ad una morte dignitosa Grasso risponde: "Mi sono trattenuto dall'intervenire sul tema perché ho delle ragioni personali con Riina: lui aveva progettato un attentato nei miei confronti. Dopo Falcone e Borsellino, e accantonati gli attentati contro i politici, Riina aveva detto a Brusca: "Ci vorrebbe un altro colpettino" per riavviare una trattativa che probabilmente languiva e quel colpettino ero io. Poi, per l'arresto di Riina, per il sistema di sicurezza di una banca vicina che avrebbe potuto interferire sull'elettronica dei telecomandi e per il cambio di strategia che si spostò dagli attentati dalle persone ai monumenti l'attentato contro di me non ci fu. E nel corso delle indagini uscì fuori anche che era stato progettato il sequestro di mio figlio. Se ne sarebbe dovuto occupare Brusca e un altro esponente della mafia locale".
Grasso Vs Cassazione su Riina: 'Malato ma spietato, meglio al 41 bis'

IL PENTIMENTO MANCATO- Appare evidente come Grasso non possa essere favorevole ad alcun gesto di clemenza. Lo ribadisce lui stesso aggiungendo: "Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra e che la legge può dare la possibilità di interrompere il regime del 41bis collaborando. Riina – spiega la seconda carica dello Stato -  potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano queste persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi". 

LA CASSAZIONE - Non solo, il presidente del Senato sembra contraddire la Cassazione ribadendo come a Riina possa essere consentita una morte dignitosa anche restando al 41 bis.  "Ritengo – aggiunge ancora – che nei suoi confronti siano state adottate tutte le misure idonee a che la sua carcerazione sia dignitosa. Contro il 41 bis si può fare ricorso". 

LA PERICOLOSITA' -  Ma se vecchio e malato perché tenerlo ancora al carcere duro se di fatto non può più nuocere? Grasso non la pensa così e conclude: "Continuare a tenere in carcere il capo della mafia serve a evitare che lui possa continuare a dare ordini dal carcere. Don Ciotti ad esempio e Di Matteo hanno subito minacce da parte di Riina. E certamente se finisse il 41 bis lui potrebbe continuare a dare ordini",
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