Pensioni: Uil, fase 2 con Poletti: donne a casa "a metà prezzo" degli uomini

08 marzo 2017 ore 15:09, intelligo
Pensioni: Uil, fase 2 con Poletti: donne a casa 'a metà prezzo' degli uomini
Alcune delle proposte che la Uil girerà al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso della fase 2 del confronto sulle pensioni: contribuzione figurativa per il lavoro di cura non retribuito delle donne; rivisitazione della contribuzione delle Colf per allinearle all'intera attività lavorativa prestata; eliminazione dell'importo-soglia per l'accesso alla pensione anticipata; equiparazione dei coefficienti di trasformazione per la previdenza integrativa tra uomini e donne. Un piano, come spiegato oggi dal leader Uil, Carmelo Barbagallo che ha chiuso un convegno del sindacato, messo a punto per contrastare gli effetti negativi di carriere fortemente discontinue sul futuro previdenziale e tutelare il lavoro di cura svolto essenzialmente dalle donne. "Questo impegno è il nostro modo di onorare la giornata dell'8 marzo che non è una festa perché c'è poco da festeggiare se le differenze, pur in paesi sviluppati come il nostro, sono ancora così forti. La nostra è una risposta concreta: anche nella previdenza, infatti, ci sono differenze enormi perché la media delle pensioni delle donne sono quasi la metà di quella degli uomini, per non parlare dei part time obbligatori su lavoro. Cominciare a intaccare il gap tra uomini e donne è un impegno concreto, è una delle risposte possibili, è un tassello importante", conclude.  

Intanto, come già spiegato, la platea di chi potrà godere del cumulo gratuito rischia di subire un forte ridimensionamento. 
Il prossimo tavolo di confronto tra Governo e sindacati si terrà il 13 marzo, tuttavia si stanno già compilando i capitoli di confronto. Allo stato dell’arte, sono ancora tanti i lavoratori che non possono fruire dell'agevolazione pensata per consentire di ottenere il pensionamento a chi ha avuto carriere discontinue ed effettuato versamenti in diverse gestioni. 
Al momento la misura è destinata solo a permettere la quiescienza di anzianità e quella di vecchiaia, sulla base di quanto previsto all'interno del D.L. 201 del 2011. 


autore / intelligo
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