Arriva dallo spazio la cura anti-invecchiamento e malattie terrestri

08 novembre 2016 ore 16:25, Americo Mascarucci
Dall'assenza di gravità che si vive nello spazio o dal suo contrario, l'ipergravità, possono arrivare indicazioni utili per prevenire e curare malattie legate all'invecchiamento e sedentarietà sulla Terra. 
E' questo l'obiettivo dell'esperimento del gruppo 'HypE' (Hypergravity effect on Endothelium), coordinato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, e selezionato dall'Esa (Agenzia spaziale europea) per la campagna 2016 'Spin your thesis!'. 
Il team  è stato chiamato a condurre esperimenti in ipergravità all’interno della “Large diameter centrifuge”, una “centrifuga” del diametro di 8 metri che permette di ottenere condizioni di gravità superiori a quella terrestre, installata nel Centro europeo di ricerca spaziale e tecnologica (Estec), in Olanda, a Noordwijk. 
L'obiettivo è capire i meccanismi molecolari che rispondono a variazioni della forza di gravità nelle cellule che rivestono l'interno dei vasi sanguigni
Le loro alterazioni sono infatti legate a numerosi disturbi riportati dagli astronauti al rientro dalle missioni spaziali, e sono le stesse che si osservano in caso di invecchiamento e prolungata sedentarietà. 
Arriva dallo spazio la cura anti-invecchiamento e malattie terrestri
I ricercatori sperano di scoprire dei marcatori di infiammazione e degenerazione utili a prevenire e curare disturbi che colpiscono gli astronauti al ritorno dallo spazio e la popolazione durante l'invecchiamento.  

"La forza di gravità - commenta Debora Angeloni coordinatrice del Team- ha contribuito in modo importante a plasmare la vita nelle forme che conosciamo oggi. Studiare gli effetti biologici dell'assenza di gravità può fornire informazioni preziose sull'organizzazione strutturale e funzionale dei viventi, anche aprendo finestre inattese sul limite fra salute e malattia. La microgravità però rappresenta soltanto una faccia della medaglia, l'altra è rappresentata dall'ipergravità. Per questo motivo, dopo aver portato un esperimento a bordo della Stazione spaziale internazionale nel 2015, il nostro gruppo di ricerca - continua - si è interessato agli effetti dell'ipergravità. Da questi studi ci si aspetta la scoperta di marcatori di infiammazione e degenerazione utili per prevenire e curare disturbi che accomunano tanto gli astronauti al ritorno dallo spazio quanto la popolazione, durante l'invecchiamento".

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